Piscina comunale, lunedì incontro decisivo tra comune e Federazione italiana nuoto

VITERBO – Qualora non si trovasse un accordo l’apertura slitterebbe a novembre.
VITERBO – Dopo la chiusura dell’ impianto il comune sta tentando la strada dell’ affidamento provvisorio alla Federazione italiana nuoto, in attesa di indire la gara per trovare i nuovi gestori.
La strada potrebbe essere quella di una convenzione.
Ma i problemi non sono pochi. Va trovato un accordo economico.
Nel caso in cui comune e federazione italiana nuoto non dovessero trovare un accordo, allora da palazzo dei Priori verrebbero avviate le procedure per l’affidamento definitivo con un notevole allungamento dei tempi: infatti la riapertura slitterebbe a novembre.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















