Piscina comunale, la maggioranza affoga tra le carte
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VITERBO - La partita lampo che il sindaco aveva in mente fino a ieri non è stata giocata stamani, con la prospettiva di approvare la delibera stamani in commissione e domani in consiglio che è naufragata senza neppure iniziare la navigazione.

VITERBO – Maggioranza Arena prigioniera in un remake del supplizio di Tantalo. Il nuovo affidamento della piscina comunale non riesce a prendere il largo e la maggioranza affoga, in quarta commissione, tra le carte.

La partita lampo che il sindaco aveva in mente fino a ieri non è stata giocata stamani, con la prospettiva di approvare la delibera stamani in commissione e domani in consiglio che è naufragata senza neppure iniziare la navigazione. A impedire il fischio d’inizio lo stesso primo cittadino che ha chiesto il rinvio della discussione per approfondimenti.

L’analisi della situazione infatti ha fatto emergere seri problemi. La modifica al regolamento sulle strutture comunali infatti non è stata apportata in tutti i punti necessari per rendere possibile la volontà politica, condivisa ormai da tutti i gruppi di maggioranza, di affidamento con accordo quadro alla Federazione Italiana Nuoto. 

Infatti nell’ultima versione del regolamento campeggia ancora che la piscina è da considerarsi come struttura a rilevanza economica, fissando la necessità di affidarla con procedura di gara pubblica. Non quindi in maniera diretta e mettendo fuori gioco la prospettiva di un accordo quadro con la Fin. 

Uno scoglio dove tutto si è incagliato, sbalzando in acqua la ciurma della maggioranza e creando non poche perplessità anche tra i consiglieri di opposizione. 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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