Piscina comunale, continua il braccio di ferro in tribunale tra Larus e Comune. "Ballano" risarcimenti per un milione e 700mila euro
Larus 02 2016
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VITERBO - Gli avvocati della società contestano la competenza del giudice ordinario a favore di quello amministrativo.

VITERBO – Continua il braccio di ferro in tribunale tra la società Larus, che ha gestito dal 2017 al 2019 la piscina comunale, e Palazzo dei Priori. Dopo la sentenza in primo grado che ha condannato la società sportiva dilettantistica a risarcire il Comune per un milione e 700mila euro è arrivata la decisione da parte di Larus di ricorrere in appello e la conseguente autorizzazione della giunta alla sindaca di costituirsi in giudizio nel secondo grado di causa.

Quindi la partita per un cospicuo risarcimento, richiesto dal Comune, si sposta a Roma. Il Comune accusa Larus di non avere rispettato il contratto di gestione e tra le violazioni contestate risultano: il mancato completamento dei lavori di ammodernamento ed efficientamento energetico, il mancato pagamento dei canoni d’affitto e la morosità nei confronti del gestore idrico Talete.

I conti del Comune dicono che sono venuti meno, a causa di Larus, dalle casse della città le seguenti cifre: 1,2 milioni di euro per i lavori non eseguiti, 227 mila euro per i canoni non versati e 279 mila euro per i costi sostenuti dal Comune per la gestione della piscina dopo la revoca della concessione.

Proprio le bollette non pagate a Talete, salatissime, avevano portato alla rottura tra Comune e Larus e tutta l’epopea che ne è seguita prima di approdare alla buona gestione della FIN. 

Gli avvocati della società contestano la competenza del giudice ordinario a favore di quello amministrativo e chiedono la revisione, in via subordinata, della somma del risarcimento, con la riduzione a 227 mila euro o altra cifra ritenuta congrua.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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