Senza Caffeina/Edu 2015 - Pisanu: “L’educazione è fondamentale per innescare il cambiamento”
Edu 2015 apertura
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I temi dell'educazione e della formazione protagonisti a Edu 2015-Senza Caffeina. Un'unione di forze per aprire un momento di riflessione su tematiche centrali per la crescita delle comunità.

Edu 2015, terzo appuntamento alla sala conferenze della Fondazione Carivit in via Cavour 67. Oggi pomeriggio alle 18.30 la professoressa Maria Rita Parsi insieme al preside dell’Istituto di Scienze socio-psicopedagogiche Nicolò Pisanu, terrà un incontro dal titolo “Pinocchio e Peter Pan. L’avventura nel mondo e l’infanzia prolungata”.

Edu 2015 nasce dalla collaborazione tra Senza Caffeina e Istituto Progetto Uomo e vuole mettere al centro i temi dell’educazione e della formazione. Due concetti centrali nello sviluppo e crescita del territorio. Ecco cosa ne pensa il professor Pisanu.

Pinocchio e Peter Pan, cosa dobbiamo aspettarci dall’incontro di oggi?
“Una riflessione a più voci sul senso della crescita e della responsabilità. In un’epoca di latitanza della figura adulta, come quella attuale, che mette a rischio la crescita dei giovani si tratta di un tema importante. Anche perché quanto sta accadendo non si verifica certo per colpo dei ragazzi”.

Edu 2015, cosa rappresenta secondo lei questa realtà all’interno di Senza Caffeina?
“Senza Caffeina è un festival destinato all’educazione e al sociale, così come da anni lo è Edu. Diciamo che Edu all’interno di Senza Caffeina va a rafforzare il messaggio dell’importanza dell’educazione”.

C’è bisogno in ogni comunità di momenti come Senza Caffeine ed Edu? Cosa lasciano e cosa possono attivare?
“Sono momenti indispensabili direi. Servono a dare stimoli e a lanciare provocazioni. Sono realtà utili per innescare un cambiamento e per rompere certi meccanismi che bloccano la crescita e lo sviluppo. E l’educazione soprattutto, intesa come educazione alla cittadinanza è lo stimolo più importante per il cambiamento. Per il miglioramento della nostra società e delle comunità dove viviamo”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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