Pirozzi: “A Viterbo candidato alla Lega, dopo il monopolio di Forza Italia”
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Il sindaco di Amatrice, consigliere regionale promotore della lista Lo Scarpone, chiede un passo indietro ai propri fedelissimi Caporossi e Natali e spinge la Lega.

Sergio Pirozzi spinge la Lega e scioglie i sogni di gloria di Stefano Caporossi e Fausto Maria Natali. Il sindaco di Amatrice, consigliere regionale promotore della lista Lo Scarpone, chiede un passo indietro ai propri fedelissimi e spinge la Lega, per le prossime elezioni comunali di Viterbo, “primo partito a livello nazionale e vincitore delle elezioni. Crediamo sia giusto dare la possibilità anche per Viterbo a chi è stato scelto dal popolo tramite l’arma più democratica del mondo: il voto!”. A Viterbo i dati però dicono un’altra cosa e cioè che il primo partito nel centrodestra era stato Forza Italia.

Proprio quella Forza Italia alla quale Pirozzi vorrebbe togliere il candidato sindaco. “È un sacrosanto diritto – prosegue Pirozzi – ora che sia la Lega a scegliere il candidato sindaco che rappresenti tutto il centrodestra nel capoluogo, dopo anni di monopolio forzista”.

Pirozzi poi spiega la richiesta di passo indietro a Caporossi e Natali. Una richiesta fatta per espiare la colpa della quale è stato accusato. “La motivazione è semplice: non vogliamo che questa volta ci accusino di aver disperso consensi e voti, di aver confuso l’elettorato o – peggio ancora – di andarci successivamente a contare per poi battere cassa”.

Lo Scarpone quindi ritira la candidatura autonoma e il candidato Sindaco e si presenterà alle elezioni alleandosi con la Lega.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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