Pino Insegno in scena al Petrolini con “Imparare ad amarsi”
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RONCIGLIONE – Lo spettacolo domenica 26 gennaio alle 18.

RONCIGLIONE – Dopo il sold-out dello scorso anno registrato dallo spettacolo “58 sfumature di Pino”, il poliedrico Pino Insegno torna nel teatro ronciglionese che tanto lo aveva acclamato con una nuova brillante commedia, questa volta insieme alla moglie Alessia Navarro.

Domenica 26 gennaio alle 18 andrà in scena al Teatro Petrolini di Ronciglione “Imparare ad amarsi”, di Pierre Palmade e Muriel Robin, per la regia di Siddhartha Prestinari.

Una storia d’amore come tante. Un matrimonio, un divorzio, un rincorrersi di dubbi, mancanze e rancori. Poi la vita che riprende colore con nuovi amori, nuove promesse e rinnovati “per sempre”. Poi, forse, un riavvicinamento perché come dicono i saggi, talvolta bisogna perdersi per ritrovarsi.

La forza di questo testo, che ha registrato per anni il tutto esaurito in Francia e ha ottenuto grande successo anche in Italia, è l’originalità della struttura: sembra ispirato a Le sedie di Ionesco, in cui gli attori interagiscono con decine di altri personaggi invisibili ma reali, creando sublimi siparietti. I dialoghi ficcanti, divertenti, intrisi di grande ironia danno un ritmo musicale al racconto e ci si ritrova a ridere dell’amore, a ridere di noi stessi, ma soprattutto ci si ritrova con la voglia di innamorarsi ancora, perché con l’amore non c’è storia: ti acchiappa, ti stordisce e vince sempre.

Lo spettacolo rientra nel cartellone teatrale 2019-2020 dell’Istituzione Comunale Teatro, in collaborazione con il Comune di Ronciglione.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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