Pignoramento conti Talete, Bianchini: "Segno di una politica superficiale e pericolosa"
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VITERBO - "L’amministrazione - continua Bianchini - deve necessariamente ricercare un accordo transattivo per la riscossione del debito e adottare un provvedimento così fondamentale in tutta fretta ci sembra oltremodo inopportuno".

VITERBO – “Quello che si è verificato in Comune sulla vicenda Talete, con il pignoramento dei conti della partecipata, è espressione di una politica superficiale e pressapochista che rivela, in questo frangente così importante, tutta la sua leggerezza e pericolosità amministrativa”, così il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo dei Priori Paolo Bianchini. 

“L’amministrazione – continua Bianchini – deve necessariamente ricercare un accordo transattivo per la riscossione del debito e adottare un provvedimento così fondamentale in tutta fretta ci sembra oltremodo inopportuno.

Il cda della Talete si insedia domani e ci sarebbe stato tempo fino al 15 luglio per trovare una soluzione transattiva. Per quanto riguarda le insinuazioni sollevate in Consiglio Comunale su un nostro ipotetico
inciucio, le rispediamo con forza al mittente.

La nostra è stata una posizione netta dettata dal senso di responsabilità e dalla necessità di salvaguardare 147 dipendenti, 121.000 utenze e, soprattutto, il principio dell’acqua pubblica.

Il sindaco Arena, che si dichiara all’oscuro su chi sia stato ad adottare il provvedimento del pignoramento, dovrebbe quindi adoperarsi per individuare, al più presto, i responsabili di tale atto scellerato che, tra l’altro, mette in serio pericolo anche il servizio pubblico effettuato per l’intera città.

Il Comune, infatti, è azionista di Talete al 22%, il che implica, in proporzione, anche una quota di debiti in caso di fallimento, in solido, pari a dieci milioni di euro. Una cifra che ci metterebbe in seria difficoltà e sulla quale il primo cittadino è chiamato a dare delle spiegazioni”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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