Pietà: si riapre l'ipotesi di viaggio a Londra per l'opera di Del Piombo
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I segnali di una possibile riapertura nei confronti del trasferimento arrivano però dagli ambienti dell’amministrazione cittadina. In un suo recente intervento in Consiglio comunale ad esempio l’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi ha infatti lasciato intendere che qualcosa potrebbe ancora succedere

Alla fine la Pietà potrebbe andare davvero alla National Gallery di Londra. Della questione se ne è parlato da mesi, ma alla fine sulla vicenda si era scritta la parola fine in seguito al parere della Sovrintendenza che aveva negato lo spostamento del dipinto. Una parere, quello della Sovrintendenza, che non risulta di certo anomalo. La stessa, infatti, aveva già bloccato un altro trasferimento due anni fa, quando l’opera doveva andare in prestito a Vicenza.

I segnali di una possibile riapertura nei confronti del trasferimento arrivano però dagli ambienti dell’amministrazione cittadina. In un suo recente intervento in Consiglio comunale ad esempio l’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi ha infatti lasciato intendere che qualcosa potrebbe ancora succedere: “Alla fine andrà e qualcosa verrà”. Come e quando però non è ancora chiaro.

La Pietà di Sebastiano del Piombo è l’opera di maggior prestigio del Museo Civico di Viterbo. Un’opera delicata e per la quale i lunghi viaggi non sarebbero indicati. Oltre a ciò, a rendere il trasferimento più complicato anche la presa di posizione di alcuni critici e uomini di cultura di Viterbo che ritengono un danno privare il Museo Civico di un’opera simile, più che di una opportunità di visibilità perché esposta in uno dei musei più importanti del mondo, come invece sostenuto da altri.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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