Piergiorgio Medori si dimette da coordinatore provinciale di Italia Viva
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VITERBO – “La mia attenzione ed il mio cuore sono sempre nella Tuscia; le dinamiche in questa terra però non cambiano di molto, qualunque sia lo schema di governo del territorio oppure le persone che lo rappresentano”.

VITERBO – Piergiorgio Medori si dimette da coordinatore provinciale di Italia Viva. 

Ho comunicato ai responsabili nazionali di Italia Viva la mia decisione di lasciare l’incarico di coordinatore provinciale del partito.

Anche se la vita familiare e gli impegni di lavoro mi hanno portato altrove, la mia attenzione ed il mio cuore sono sempre nella Tuscia; le dinamiche in questa terra però non cambiano di molto, qualunque sia lo schema di governo del territorio oppure le persone che lo rappresentano.

Forse è giusto cosi e forse sta bene cosi.

Io e chi mi è stato vicino abbiamo sognato un modo diverso e abbiamo scelto il campo dove perseguirlo nell’ormai lontano 2012.

Non siamo stati sufficientemente all’altezza del compito nella nostra terra? Probabilmente sì, o probabilmente interessi diversi hanno fatto e continuano a fare in modo che nulla possa mai cambiare.

Ma noi siamo ancora lì, pienamente in quel campo per dare una mano affinché cresca.

Ovunque sarà utile e possibile”.

Piergiorgio Medori

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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