
VITERBO – Ce lo aveva promesso e lo ha fatto. Un affezionato lettore de La Fune, al secolo Luigi Tozzi, è tornato a Viterbo e ha scritto la sua “analisi di marziano del Natale viterbese”. La pubblichiamo integralmente di seguito.
Cara redazione,
dopo aver letto molti commenti e articoli sul Natale viterbese qui nel piccolo pianeta dove ormai vivo da due anni, ho deciso di prendere la mia navicella spaziale e venire a dare un’occhiata di persona nella mia città natale.
Ho approfittato di un lunedì sera la settimana prima del giorno che ricorda la nascita di nostro Signore, ben conscio che avrei trovato pochissima gente in giro per la città. Ciò mi ha permesso di poterla ammirare meglio e di avere un quadro realistico sulla scenografia di quest’anno.
Due premesse generali: la città si vede che sta cambiando. Non sono solo i numerosi cantieri che ci sono, ma sembra proprio che ci sia un concetto diverso di città. E’ ancora nella sua fase iniziale, ma si vede.
La città è povera, quindi è normale che la gente vada a comprare dove i prezzi sono più bassi anche roba di scarsa qualità (capita in tutta la UE vi assicuro).
Tornando alle decorazioni e iniziative natalizie. Le cose buone che ho visto: le luci danno un senso di continuità nel percorso ideale che un marziano viterbese dovrebbe seguire. Le decorazioni nelle piazze fatte dalla Camera di Commercio sono carine, molto simili a quelli di altre città che ho visitato nel mondo.
Il mercatino di Natale finalmente ha un senso di appartenenza locale. Non per le casette con la neve (tipiche di altri luoghi) ma per la merce che è proposta, molto differente da quell’accozzaglia pseudo cinese e pacchiana che ci è stata presentata negli anni passati.
Pianoscarano ha la più bella fontana decorata di Viterbo! Ed il quartiere si vede che ci tiene a festeggiare e a farsi bello. Finalmente la pista di pattinaggio ha una collocazione adeguata e l’idea di un’area dedicata ai bimbi nel “anfiteatro” di piazza Unità d’Italia è un’ottima scelta.
A San Pellegrino ha riaperto “Il Ciuffo” (non più pizzeria oggi) e su Via Marconi ci sono più negozi di quando sono partito. L’impianto scenico delle luci nel quartiere San Pellegrino ed al Duomo è carino ma non ha nulla di innovativo. Veniamo ora alle cose che secondo me sarebbero da migliorare.
Le luci dovrebbero essere anche nelle vie laterali al percorso. Il centro non è solo il Corso e via San Lorenzo ma tutte le stradine laterali all’interno delle mura, che mi possono portare anche in alte zone che hanno negozi (ad esempio Via Mazzini) valorizzandoli. La bella idea di creare un percorso con le luci per valorizzare la città così non si realizza.
La piazza del Comune ha dei bei giochi di luce. Qualcosa di già rivisto, ma troppo statico rispetto ad altri giochi di luci. Il totem messo in mezzo alla piazza rovina tutto. E’ veramente una pecionata (vi giuro mi era venuta voglia di tirarlo giù con il mio blaster). Ho trovato le luci lungo il Corso spente. Spero che sia stato solo per un problema tecnico.
Il mercatino bio è troppo lontano rispetto all’altro mercatino e nessuna lucina ci indica che esiste e che si può acquistare. La presenza di cartelloni (simili a quelli che facevamo in parrocchia) non risolve il problema in una parte del piazzale comunque troppo buia. Forse creare una continuità fino a piazza del Sacrario (posto ce ne è e si potevano spostare quelle statue di luci poco prima della pista di pattinaggio) si poteva fare.
Il Christmas Village dovrebbe rinnovarsi. Continuare a vedere le stesse “attrazioni” per 10 anni stanca un po’, anche se ho letto che sono ancora molti i suoi visitatori (non da dove vengo io, ne sono certo). Le piazze di Viterbo sono piene di bellissime fontane. Tutte quelle del quartiere S. Pellegrino sono letteralmente abbandonate (non parliamo poi di quella di p.zza della Rocca). Nessuna decorazione e tavolini che le deturpano. Prendere esempio dai “dirimpettai” di Pianoscarano non era poi così difficile.
In sintesi. Il Natale a Viterbo è un po’ come un bel pacco con una bella carta ma a cui manca la coccardina e il fiocco. Sembra sempre qualcosa che non si completa. Un po’ come le fioriere in Via Matteotti. Ottima idea (da dove vengo io ce ne sono tantissime), ma senza fiori imbruttiscono la via sembrano più mangiatoie per le pecore (a meno che non vogliano usarle per il Presepe).
Mi sarei aspettato un tocco più di femminilità dalla prima sindaco che abbiamo in città, quella tipica attenzione per i dettagli che rendono una casa bella ed accogliente che il gentil sesso ha sempre avuto. Ma non l’ho proprio trovato.
Ora è tempo che vada. Ho voluto lasciare consigli e non piagnistei che leggo spesso sui social locali fatti dai soliti lagnosi. Buon Natale a tutti! E che la Gioia vi perseguiti per tutto il 2024 cari concittadini!


















