Piccoli chef crescono, per rendere ancora più prezioso il territorio
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Piccoli chef crescono. Si è concluso la scorsa settimana il progetto portato avanti dall’Istituto scolastico “Aldo Morelli” di Montalto di Castro per far assaporare il mestiere ai bambini dell’infanzia.

Piccoli chef crescono. Si è concluso la scorsa settimana il progetto portato avanti dall’Istituto scolastico “Aldo Morelli” di Montalto di Castro per far assaporare il mestiere ai bambini dell’infanzia.

Le insegnanti li hanno accompagnati in una vera cucina con prodotti veri sotto la guida degli esperti del settore per mescolare, impastare, lavorare, ritagliare e cuocere dei deliziosi biscotti natalizi. È risaputa l’importanza che rivestono le esperienze e le attività dei bambini in cucina, la manipolazione nell’età prescolare con i materiali e gli utensili della cucina, passa per essere un gioco in uno spazio in cui normalmente non possono entrare e diventa un ambiente di interazione tra i bambini stessi e tra i bambini e gli adulti, in questo caso dei veri chef e maître pâtissier.

La narrazione di quanto si può fare in cucina, la creatività, la collaborazione, il gioco simbolico e il riconoscimento
degli alimenti e degli utensili è un’esperienza altamente formativa a quell’età. Ad accogliere i bambini ormai da più di due anni è l’Istituto Professionale Servizi alberghieri e ristorazione “Alessandro Farnese” di Montalto di Castro che questo dicembre ha permesso la buona riuscita, in due turni, grazie alla preziosa collaborazione dei qualificati insegnanti Gennaro Ambrosio e Roberto Scarponi, con le classi quarte e quinte dell’istituto, fiore all’occhiello della ricezione alberghiera ed enogastronomica del territorio.

I bambini dell’infanzia hanno piacevolmente trascorso due ore: dapprima la proiezione di un cartoon introduttivo, poi via, mani lavate e pulite, grembiulini sistemati, tutti in laboratorio: gli studenti dell’Istituto secondario hanno preso letteralmente per mano i bambini e giocando si sono messi a lavoro. Tanta farina, tanto cacao, tanti sorrisi
e soddisfazioni per tutti.

L’IPSEOA è strutturato in due corsi distinti Enogastronomia e Servizi di sala e di vendita, tanti ragazzi hanno occasione già con l’alternanza scuola-lavoro di farsi conoscere nei ristoranti, nelle pizzerie, negli agriturismi e nelle industrie alimentari del territorio a prevalente vocazione turistica, così che, uscendo da questa scuola, sono pronti per lavorare nel settore. I docenti hanno spiegato ai bambini del “Morelli” uno scambio culturale che avverrà
il prossimo maggio a proposito del progetto Erasmus+, dal Belgio un gruppo di ragazzi frequenterà l’istituto di mattina mentre nelle ore pomeridiane avrà l’opportunità di fare alcune ore di pratica nelle attività ristorative e ricettive di Montalto di Castro. Una bella esperienza e un mondo di occasioni per mettere in risalto la vocazione del
nostro Comune.

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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