
“Senza impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro”, con questo motto sulle labbra artigiani, commercianti e piccoli/medi imprenditori in genere si sono spinti dalla Tuscia a piazza del Popolo a Roma. Partenza di buon’ora dal piazzale davanti alla questura di Viterbo. Quattro pullman e varie auto private a seguito, per un totale di circa cinquecento persone.
Tutti a Roma per scandire chiaramente una parola alle orecchie del governo: ur-gen-za. I viterbesi si sono uniti ai piccoli e medi imprenditori arrivati da tutto il BelPaese. Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti e tutte le sigle riunite in Rete Imprese Italia sono scese questa mattina in piazza. Circa 60mila persone, piazza del Popolo colma di persone e bandiere delle diverse sigle. Tutti uniti per mettere sul tavolo una necessità: la fine di un’attesa che non ha più tempo. Il bisogno che l’Italia esca dalla palude e che sia capace di determinare le condizioni necessarie a determinare la ripresa economica.
Le piccole e medie imprese hanno bisogno di misure che consentano di resistere all’attuale congiuntura economico-politica e permettano loro di tornare rapidamente a rivestire il ruolo di attivatori di sviluppo. Le sigle raccolte in Rete Impresa Italia hanno unito la voce per chiedere risposte alle troppe tasse, alle spese fuori controllo, all’assenza di risorse e di credito, all’insostenibile pesantezza burocratica e al sistema normativo disatteso. Occorre una riforma degli assetti istituzionali e una garanzia di governabilità, una riforma fiscale per garantire lo sviluppo abolendo l’oppressione, maggiore credito alle imprese, un’azione di semplificazione, un’innovazione dei sistemi di trasporto e della logistica, una riduzione dei costi energetici.
Tutti questi punti sono stati raccolti in un manifesto programmatico che sarà sottoposto al governo.


















