
Vi ricordate la storia dei piccioni tirata in ballo da La Fune? E’ una delle “battaglie” portate avanti da questo giornali agli albori dell’era Michelini. Proponemmo, ormai tre anni fa, di studiare la fattibilità dell’introduzione di un sistema dissuasivo attraverso la presenza nel centro storico di falconi o rapaci. Un qualcosa che esiste già in altre città d’Italia.
All’epoca l’assessore al centro storico Alvaro Ricci ci rispose che aveva intenzione di percorrere altre strade, tra queste quella di uno studio commissionato all’Università degli Studi della Tuscia, e alla nostra proposta aveva replicato così: “Io la fune la compro dai funari di Foligno”.
Un modo proverbiale di dire che in sostanza si può tradurre così: “Io i consigli li accetto da quelli bravi”. A tre anni di distanza i piccioni nel centro storico continuano a rappresentare un problema non risolto e anche se oggi l’assessorato al Centro Storico è passato di mano non dimenticheremo mai che tre anni fa venne promessa una soluzione che nei fatti non è arrivata e che la via indicata da questo giornale venne in sostanza bollata come “una robetta”.
Diversi lettori hanno segnalato in questi giorni a La Fune una situazione di particolare degrado nel centro storico, legato proprio al guano di piccione. Forse è il momento di mettersi al lavoro sul problema in maniera più proficua. Rinnoviamo l’invito a studiare l’impiego di rapaci, utili anche ad attirare l’attenzione di visitatori e turisti in città (perché i rapaci tirano, come Ludika dimostra ogni anno), all’assessore Raffaella Saraconi. Sperando che anche lei non intenda risponderci nella maniera sgangherata di Ricci.


















