Piccioni: interviene Mazzola che difende studio Dafne e spiega il piano provinciale
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Mazzola sottolinea come "la provincia di Viterbo abbia redatto un piano quinquennale di controllo del colombo o piccione di città" e difende lo studio del Dafne

Il presidente della provincia Mauro Mazzola interviene e “difende” la collaborazione Comune\Dafne. Sembra quasi una risposta all’articolo de La Fune di ieri, quella di Mazzola che ha scritto una dichiarazione inviata agli organi di stampa. L’antefatto è la conferenza stampa di ieri mattina dell’assessore all’ambiente del comune di Viterbo Andrea Vannini che ha presentato insieme al prof. Andrea Amici del Dafne\Unitus l’ordinanza per regolare i comportamenti dei cittadini nei confronti dei piccioni, che infestano il centro storico e sporcano monumenti, vie, terrazzi, finestre e cortili dei viterbesi.

Mazzola sottolinea come “la provincia di Viterbo abbia redatto un piano quinquennale di controllo del colombo o piccione di città” e difende lo studio del Dafne che ha permesso di stimare il numero dei colombi presenti a Viterbo. “Grazie all’indagine condotta dal Dafne dell’università degli studi di Viterbo, si è potuta stimare, tra l’altro, la densità media dei colombi per kmq e comprendere meglio la complessità del dibattito”.

Qui però si confondono studi e tempi. Come abbiamo scritto infatti lo studio del Dafne a cui si fa riferimento risale al marzo 2014, ovvero a quasi 20 mesi fa, e risulta davvero poca cosa, in questo arco di tempo, l’ordinanza che vieta ai cittadini di dar cibo ai piccioni e impone di tener puliti e protetti gli spazi dove posso annidarsi (leggi qui), con rimando ad un ulteriore studio per la pianificazione di interventi mirati. Cosa che si è ripetuta ieri con l’assessore che ha rimandato ad un ulteriore confronto con il Dafne per la definizione degli interventi.

Mazzola poi spiega che nel piano provinciale “vengono indicati efficaci metodi ecologici incruenti di prevenzione/dissuasione dei danni, a cui occorre dare prioritaria attuazione, prima dell’avvio delle procedure di abbattimento. L’amministrazione provinciale provvederà a verificare la corretta e completa applicazione dei metodi ecologici, precedentemente all’attuazione dei piano di abbattimento”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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