Piazze e vie a disposizione di ristoranti locali e bar. Erbetti (M5S) presenta un progetto pieno di dettagli
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VITERBO - Piazze e vie del centro storico protagoniste di un progetto per mettere ristoratori e titolari di attività come locali e bar nella condizione di non perdere, almeno per la bella stagione, neanche un posto a sedere.

VITERBO – Piazze e vie del centro storico protagoniste di un progetto per mettere ristoratori e titolari di attività come locali e bar nella condizione di non perdere, almeno per la bella stagione, neanche un posto a sedere. A svilupparlo il Movimento Cinque Stelle, che lo ha condiviso con le opposizioni (tranne Viterbo2020) e l’ha presentato tramite il proprio consigliere Massimo Erbetti.

E’ uno degli otto punti che le opposizioni hanno intenzione di mettere sul tavolo a Giovanni Arena. Un vero e proprio sistema di “governo” dei flussi dei clienti che prevede anche l’utilizzo di un’app per evitare file e assembramenti e tiene conto della necessità di una logistica costruita sul rispetto delle disposizioni previste a garanzia della sicurezza e della salute in chiave anti Covid-19.

Il piano divide il centro storico in cinque aree e costruisce una situazione che mette a disposizione delle attività piazze e vie. Anche per quelle attività che non hanno uno spazio esterno possibile da utilizzare. 

“Bisogna evitare, a maggior ragione in questo momento delicato, di fare figli e figliastri – spiega Erbetti -. Il bando per la concessione di suolo pubblico pubblicato dall’amministrazione Arena aiuta le attività che hanno spazio da potere occupare nelle proprie pertinenze ma non tutti hanno questa fortuna. 

L’obiettivo che invece dobbiamo prefiggerci è di mettere a disposizione spazio e quindi tavoli anche a chi non ha possibilità di spanciare nella adiacenze dell’attività. E non possiamo negargli questa opportunità di metri vitali trincerandoci dietro le disposizioni Asl. Infatti questi limiti possono essere superati facendo funzionare la logica dell’asporto su quei tavoli”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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