Piazze del centro libere dalle auto? No, grazie
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Piazze della parte monumentale del centro storico senza auto? No, grazie. Ne è passata di acqua sotto ai ponti dal febbraio 2014, quando l'amministrazione Michelini decide di liberare alcune piazze del centro storico dalle macchine. Una decisione mai, o quasi, tramutata in realtà.

Piazze della parte monumentale del centro storico senza auto? No, grazie. Ne è passata di acqua sotto ai ponti dal febbraio 2014, quando l’amministrazione Michelini decide di liberare alcune piazze del centro storico dalle macchine. Una decisione mai, o quasi, tramutata in realtà.

Così a distanza di due anni e qualche mese una delle piazze interdette alla sosta sembra un vero e proprio parcheggio. Ci troviamo a piazza San Carluccio, porta d’ingresso del quartiere medioevale di San Pellegrino. Qui è un tetris di mezzi in sosta, nonostante anche le strisce blu siano state rimosse.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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