Piazze del centro libere dalle auto? No, grazie

Piazze della parte monumentale del centro storico senza auto? No, grazie. Ne è passata di acqua sotto ai ponti dal febbraio 2014, quando l'amministrazione Michelini decide di liberare alcune piazze del centro storico dalle macchine. Una decisione mai, o quasi, tramutata in realtà.
Piazze della parte monumentale del centro storico senza auto? No, grazie. Ne è passata di acqua sotto ai ponti dal febbraio 2014, quando l’amministrazione Michelini decide di liberare alcune piazze del centro storico dalle macchine. Una decisione mai, o quasi, tramutata in realtà.
Così a distanza di due anni e qualche mese una delle piazze interdette alla sosta sembra un vero e proprio parcheggio. Ci troviamo a piazza San Carluccio, porta d’ingresso del quartiere medioevale di San Pellegrino. Qui è un tetris di mezzi in sosta, nonostante anche le strisce blu siano state rimosse.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















