Piazze a Caffeina, il M5S contro il monopolio del Festival
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I pentastellati di Viterbo bocciano la decisione del Comune e rilanciano sulla Consulta della Cultura

“Il Movimento 5 Stelle di Viterbo disapprova in modo assoluto il metodo con cui si è presa la decisione di assegnare praticamente tutte le piazze e strade del centro storico per ben 49 giorni in occasione delle future festività natalizie alla Fondazione Caffeina”. È la presa di posizione del movimento pentastellato di Viterbo, che si scaglia non tanto contro il Festival, quanto contro il Comune che ha deciso di affidare i luoghi alla manifestazione.

“A nostro parere tale scelta (legalmente legittima), che non è la conseguenza di un bando pubblico – dicono – ma di una precisa scelta della giunta, ha di fatto monopolizzato le aree del centro storico a vantaggio di una sola associazione ed ha reso impossibile la presentazione di altre proposte. Da sempre affermiamo che una vera azione di rilancio della cultura debba essere pianificata e portata avanti in tempi consoni, con una chiara idea degli obiettivi che si vogliono raggiungere, una imprescindibile collaborazione tra l’amministrazione e TUTTE le realtà culturali che operano sul territorio, utilizzando un bando pubblico che indichi finalità e prerogative definite e che permetta a tutte le associazioni di poter partecipare proponendo i propri progetti”.

“Il regolamento per i contributi alle associazioni culturali, costato diverse sedute di commissione e relative spese per l’amministrazione, dopo un lungo lavoro di miglioramento in consiglio comunale giace inutilizzato tra i documenti del comune. La consulta della cultura, approvata su nostra mozione, che dovrebbe coadiuvare l’amministrazione nella programmazione e gestione degli aspetti culturali della città è una chimera che, è ormai praticamente certo, non vedrà mai la luce in quanto evidentemente non gradita a sindaco ed assessore competente”.

“Questo – continua il comunicato del M5S – il metodo che noi adotteremmo, ma che sembra non piacere all’assessore Delli Iaconi, più propenso ad interventi mirati e scelti autonomamente dalla giunta.Il metodo adottato fino ad oggi dall’amministrazione si è invece rivelato fallimentare. Basti ricordare la bocciatura della città a capitale della cultura: come poteva sperare questa amministrazione di volersi candidare a tale carica senza avere un multisala in città, senza un teatro ma, sopratutto, senza un metodo condiviso di scelta per quanto attiene la cultura a Viterbo che sembra invece essere unico appannaggio di una fondazione che annovera, incidentalmente, fra le sue fila importanti esponenti di Palazzo dei Priori?”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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