Piazzale Gramsci e i pini della discordia
Frontini
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VITERBO – L’assessore Allegrini: “Sono pericolosi, dunque da abbattere”. Frontini (Viterbo 2020): “Si può riqualificare il verde preservando gli alberi”.

VITERBO – Quelli di piazzale Gramsci passeranno alla storia come i pini della discordia.

Da un lato l’assessore ai Lavori Pubblici Laura Allegrini che li vuole abbattere. Dall’ altro la capogruppo di Viterbo 2020 Chiara Frontini che li vuole salvare.

“Non voglio passare come l’assessore che taglia gli alberi. Ma, attraverso perizie, è stata decretata la pericolosità di quei pini. Per questo l’abbattimento è una scelta obbligata” afferma l’assessore.

Gli risponde Frontini:  “L’intervento dell’amministrazione comunale è per 608mila euro e prevede l’abbattimento degli alberi, il rifacimento dell’asfalto e attraversamenti sopraelevati, tra l’altro discutibili, con la vicinanza alle mura. Invece, si può riqualificare il verde preservando gli alberi. Noi abbiamo una proposta alternativa”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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