Piantagione con 160 piante di marijuana. Arrestati padre e figlio
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VITERBO – Si prendevano cura delle piantine quotidianamente, spostandosi con l’autocertificazione.

VITERBO – Piantagione con 160 piante di marijuana. Arrestati padre e figlio

I Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Viterbo, ieri sera hanno portato a termine un’operazione antidroga insieme alla stazione carabinieri forestali di Viterbo, stazione carabinieri di Grotte Santo Stefano e Bolsena.

Segue la nota dell’ Arma: “A seguito di un incendio che si è sviluppato ieri pomeriggio in località poggio Musone sono intervenuti i carabinieri della stazione di Grotte Santo Stefano e i carabinieri della stazione Forestale di Viterbo per circoscriverlo e coordinare gli interventi di spegnimento e messa in sicurezza dell’ area.

A quel punto i carabinieri intervenuti hanno scoperto nelle adiacenze dell’incendio un campo di marijuana con 160 piante ben coltivate ed hanno interessato il Norm della compagnia di Viterbo per gli approfondimenti investigativi volti a scoprire i proprietari, successivamente individuati in padre e figlio, residenti a Bolsena.

Immediatamente i carabinieri del Norm insieme a quelli della stazione di Bolsena  li hanno raggiunti nella loro abitazione e li hanno sottoposti a perquisizione trovando altri 500 grammi di marijuana già essiccata oltre al materiale per il confezionamento, ma la prova che loro si erano presi cura del campo anche in tempo di restrizioni per il virus è che sono stati trovati con l’autocertificazione giornaliera per recarsi da Bolsena a Grotte Santo Stefano ad annaffiare e prendersi cura del campo coltivato”.

Padre e figlio sono stati arrestati e attualmente si trovano in regime di detenzione domiciliare.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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