Pianoscarano piange la scomparsa di Nando Di Marco, i ringraziamenti della famiglia a Villa Immacolata e Belcolle per essersi presi cura di lui fino all'ultimo
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VITERBO - La famiglia Di Marco ci tiene a ringraziare l'Istituto di Villa Immacolata e l'ospedale di Belcolle, in modo particolare il reparto di Malattie Infettive, per come si sono presi cura del padre Nando.

VITERBO – La famiglia Di Marco ci tiene a ringraziare l’Istituto di Villa Immacolata e l’ospedale di Belcolle, in modo particolare il reparto di Malattie Infettive, per come si sono presi cura del padre Nando.

Nando, viterbese e piascaranese doc, si è spento oggi all’età di ottanta anni. I famigliari ci tengono a ringraziare le strutture che si sono prese cura di lui, con dedizione e professionalità, negli ultimi tempi e in modo particolare rivolgono un sincero grazie alla dottoressa Migliorini e i dottori Daniele Angelini e Daniele Mei. “Nonostante le grandi difficoltà che tutti stanno vivendo e il peso che le strutture sanitarie sono chiamate a sostenere non hanno mai fatto mancare le attenzioni e cure possibili a nostro padre”, così la famiglia Di Marco.

Nando Di Marco era molto noto nello storico quartiere viterbese di Pianoscarano dove la famiglia è conosciuta come “costoro delli Burroni”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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