Piano Territoriale Paesistico Regionale, Merlani (Ance): "Bene l'approvazione, superati anni d'incertezze"
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VITERBO - Piano Territoriale Paesistico Regionale approvato in consiglio regionale, per Ance Lazio "segnale di fiducia, si esce da una situazione d'incertezza".

VITERBO – Piano Territoriale Paesistico Regionale approvato in consiglio regionale, per Ance Lazio “segnale di fiducia, si esce da una situazione d’incertezza”.

“Siamo cautamente ottimisti – le parole di Domenico Merlani, presidente di Ance Lazio – per l’approvazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale dopo anni di incertezze. L’approvazione definitiva del piano, avvenuta attraverso il maxi emendamento, non ha comportato un confronto ampiamente approfondito, ha però nel contempo tenuto conto di diverse proposte costruttive di Ance Lazio, che avevano come priorità la tutela e lo sviluppo del territorio, nonché lo snellimento procedurale”.

“La vera sfida – continua Merlani – era quella di dotarci di un piano che potesse coniugare la tutela del territorio, la valorizzazione del suo patrimonio paesaggistico storico e culturale e che contemporaneamente non ostacolasse lo sviluppo economico del Lazio. Posso affermare che da questo punto di vista, alcune indicazioni da noi fornite sono state ritenute valide e costruttive e quindi recepite favorevolmente. Nei prossimi giorni approfondiremo il provvedimento regionale approvato, per un’analisi più dettagliata dei suoi contenuti”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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