Piano Periferie, Ubertini: "Avremo uno slittamento medio di 12/18 mesi sulle opere previste"
assessore Claudio Ubertini
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VITERBO - "La notizia positiva è che riusciremo a farcela e a non perdere i soldi stanziati dal Governo. Quella meno buona è che realisticamente ci sarà uno slittamento medio su ogni progettualità di 12/18 mesi sulla realizzazione. I tempi iniziali del Governo stabilivano 24 mesi da questo giugno, andremo oltre", spiega l'assessore all'Urbanistica Ubertini.

VITERBO – Piano periferie, una storia da 17 milioni di euro e progetti veri e propri che ancora non ci sono. Fatto quest’ultimo che ha rischiato seriamente di fare saltare il banco per Palazzo dei Priori. Poi la decisione del Governo di permettere, per la verità a 70 comuni su 140 (quindi il capoluogo della Tuscia è in buona compagnia), di consegnare un nuovo cronoprogramma entro il 6 settembre.

Il tutto comunicato con apposita lettera, accompagnata da specifici moduli su cui redigere l’ordine temporale dell’andamento dei lavori, arrivata in questi giorni in Comune.

“La notizia positiva è che riusciremo a farcela e a non perdere i soldi stanziati dal Governo. Quella meno buona è che realisticamente ci sarà uno slittamento medio su ogni progettualità di 12/18 mesi sulla realizzazione. I tempi iniziali del Governo stabilivano 24 mesi da questo giugno, andremo oltre”, spiega l’assessore all’Urbanistica Ubertini.

I problemi maggiori sul prolungamento di via dell’Industria, per cui sembra necessaria la Vas e quindi si prevedono tempi di realizzazione lunghi, pari a 72 mesi. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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