Piano esuberi Unopiù, a rischio posti di lavoro e il futuro dell'azienda
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"In questi giorni di “trambusto elettorale” ci sono delle notizie che non possono essere messe in secondo piano, anzi, per la loro gravità devono necessariamente richiamare la politica e le istituzioni sul da farsi per arginare fenomeni che potrebbero avere ripercussioni alquanto drammatiche, come quanto sta accadendo ai lavoratori della UNOPIU’ di Soriano nel Cimino per il minacciato “piano esuberi”, che sta mettendo a rischio posti di lavoro e lo stesso futuro dell’azienda - così Roberto Talotta di Fondazione -".

“In questi giorni di “trambusto elettorale” ci sono delle notizie che non possono essere messe in secondo piano, anzi, per la loro gravità devono necessariamente richiamare la politica e le istituzioni sul da farsi per arginare fenomeni che potrebbero avere ripercussioni alquanto drammatiche, come quanto sta accadendo ai lavoratori della UNOPIU’ di Soriano nel Cimino per il minacciato “piano esuberi”, che sta mettendo a rischio posti di lavoro e lo stesso futuro
dell’azienda – così Roberto Talotta di Fondazione -.

Una rovinosa evenienza notificata dalle rappresentanze sindacali di CGIL-CISL e UIL, sempre più preoccupate tanto da richiedere un incontro urgente con il Prefetto di Viterbo. L’auspicato rilancio dell’importante azienda sembra essersi arenato, nonostante la messa in mobilità di circa 40 dipendenti di qualche anno fa e altri interventi messi in atto per sostenere l’occupazione e la presenza sul territorio di un marchio prestigioso made in Italy, specializzato nel
mondo “outdoor” dal 1978 che ha permesso a questa azienda laziale di trasformarsi da piccola realtà artigiana a “brand leader” non solo in Italia ma anche in Europa.

FondAzione, mentre esprime piena solidarietà ai Sindacati e ancor di più a tutti i lavoratori della UNOPIU’, si augura che al previsto incontro con S.E. il Prefetto di Viterbo, possa far seguito un concreto appoggio della politica in quanto la posta in gioco è molto alta e il destino di tante famiglie è legato proprio alla premura ed alla mediazione delle forze politiche che intendono seriamente studiare e attuare tutti gli interventi per scongiurare licenziamenti e riduzioni di
Personale, soprattutto perché Viterbo e la sua Provincia registrano ancora una forte mancanza di lavoro e questa ulteriore sventura non può essere né tollerata, né giustificata”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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