
VITERBO -Piano del Commercio approvato, pur tra diverse bocche storte. Anche all’interno della stessa maggioranza, che pure ha votato per approvarlo. Con la sola eccezione del consigliere azzurro Fabrizio Purchiaroni che si è astenuto.
L’assessore Alessia Mancini, che ha ripreso e sviluppato il lavoro portato avanti negli anni precedenti dall’omologa Sonia Perà, difende la “sua creatura”.
“Il piano non è una sanatoria, come qualcuno sta cercando di far credere – spiega l’assessore -. Abbiamo operato nella direzione di dare una regolamentazione nell’interesse complessivo della città”.
“E’ evidente a tutti che ci sono zone critiche a Viterbo, soprattutto sul fronte viabilità – continua Mancini -. Nel piano è contenuto, nella prima parte, un disciplinare che riguarda proprio la zona fuori alle mura e che interessa le attività commerciali di media struttura. Oggi chi intende aprire deve rispettare criteri e standard minimi molto ferrei e stringenti. Soprattutto nelle zone di via Garbini, la Teverina, la Cassia Nord”.
Il piano infatti prevede che gli imprenditori interessati a costruire e aprire attività commerciali debbano presentare uno studio d’impatto dell’opera stessa sulla viabilità. Ogni progetto passerà per un’apposita conferenza dei servizi che studierà ogni singola richiesta. Fino a oggi il meccanismo era slegato. Prima si otteneva il permesso a costruire, poi si chiedeva l’autorizzazione ad aprire l’attività commerciale.
“Il Piano dispone la simultaneità: si richiede nella stesso tempo l’autorizzazione a costruire e aprire l’attività commerciale – spiega l’assessore -. E la conferenza dei servizi è composta da Urbanistica, Lavori Pubblici, Polizia Locale e Commercio. In sostanza introduciamo una regola che punta a risolvere criticità. Perché per ogni progetto saranno verificate le opere che l’imprenditore dovrà realizzare in virtù del permesso a costruire e aprire: rotatorie, svincoli, strade nuove”.
Una metà esatta del nuovo Piano riguarda invece il centro storico. “Qui abbiamo puntato a una procedura agevolata per chi decide di aprire attività commerciali in centro, perché è nostra intenzione lavorare per rivitalizzarlo – le parole dell’assessore Mancini -. Abbiamo lavorato per impedire l’apertura di nuove attività che non riteniamo opportune: money change e compro oro; in tutto il centro e per due anni. Al tempo stesso abbiamo inserito l’obbligo per i titolari di spazi commerciali chiusi di mantenerli in situazione di decoro (obbligo a pulire e oscurare le vetrine) e lavorato per il riconoscimento delle botteghe storiche”.
C’è quindi tutto il capitolo della limitazione degli orari. Che sta generando diversi malumori e perplessità. “Abbiamo voluto dare un segnale sulla parte monumentale per limitare la malamovida. In quell’area (da piazza del duomo a San Pellegrino, passando per piazza della Morte e San Carluccio) sono presenti tante strutture ricettive per turisti e riteniamo opportuno agire in questa maniera”, rivendica l’assessore.
Il nuovo Piano prevede sgravi e incentivi per chi decide di aprire nuovi bar e locali di somministrazione artigianale aperti di giorno e con chiusura alle 22. “Vogliamo avere un approccio misurato e umile – conclude l’assessore -. Andiamo avanti per un anno e poi ci fermiamo per verificare i risultati prodotti dal Piano. Se servirà saremo pronti a cambiare alcune cose. La nostra intenzione è ripopolare il centro storico”.


















