
VITERBO – Ancora in fase di approvazione il Piano del Commercio. Dopo due sedute andate a vuoto è stato convocato un terzo consiglio comunale per mercoledì 6 febbraio.
I malumori non sono pochi. Due i nodi più stretti: la norma che consente il rilascio delle nuove licenze alle sole attività che terranno le saracinesche alzate durante i giorni festivi e l’emendamento pieno di nuovi obblighi per i locali del centro storico proposto da Gianluca Grancini (FdI).
“A San Pellegrino sarà possibile aprire un sexy shop ma non una gelateria”, ironizza il pentastellato Giacomo Erbetti. Il consigliere si riferisce alla norma che consente, a chi rimarrà aperto la mattina dei giorni festivi, di ottenere le nuove licenze rilasciate da Palazzo dei Priori. Un provvedimento legato alla qualità dei sevizi offerti al turista.
Ma Erbetti se la prende anche con il blocco all’apertura dei nuovi money change. “E’ un attività di cambio valute, si trova in tutte le città turistiche del mondo. Perché vietarla?” si domanda il consigliere dei 5 stelle.
Altra fonte di polemiche è l’emendamento inserito dal meloniano Grancini. Parla di “puro buon senso” il consigliere comunale riguardo la proposta, già condivisa dalla maggioranza, che impedisce ai locali del centro storico di rimanere aperti dopo l’una di notte durante la stagione estiva, e non oltre mezzanotte durante quella invernale. Una scelta ispirata dalla volontà di placare le polemiche dei residenti e di garantire il riposo agli ospiti dei b&b. “Un giusto compromesso tra la voglia di divertimento dei giovani e la necessità di riposare dei residenti e dei turisti” spiega Grancini.
Ma la norma prevede anche l’obbligo dei gestori di vigilare su eventuali “rumori e schiamazzi provenienti dalla propria attività”. Non solo, qualsiasi situazione che possa costituire “fonte di disturbo alla quiete pubblica”, “di pericolo” o “di intralcio per i mezzi di soccorso” dovrà essere risolta e tenuta sotto controllo dagli stessi gestori dei locali; pena pesanti sanzioni. Previste, invece, agevolazioni e incentivi sui tributi locali per chi si impegnerà a non diffondere musica e a chiudere il proprio locale entro le 22.

















