Pharmanepi, Vita si difende: "Io sono la vittima"
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Inchiesta Pharmanepi, Vita passa al contrattacco e racconta la sua versione: "E' solo grazie a me che tutto è uscito allo scoperto e che è stato risolto. Il Comune non ha perso un euro perché ho risolto la situazione che altri avevano generato, ma come vengo ripagato? Con un'imputazione per danno erariale? Non ci sto! Io sono stato una vittima del gioco di altri, non voglio passare per il cattivo della situazione".

Dopo il servizio del Corriere della Sera che ha messo nero su bianco il lungo dossier della Guardia di Finanza sugli sprechi della PA, interviene l’ex sindaco di Nepi, Franco Vita, coinvolto nell’affaire della Pharmanepi, la partecipata che gestisce la farmacia comunale del paese. L’ex primo cittadino è stato intervistato dal Tg1 insieme a all’attuale sindaco, Pietro Soldatelli. “Il telegiornale – dice Vita – ha tagliato molto di quell’intervista. Non era mio compito seguire politicamente la Pharmanepi, ma dell’assessore alla sanità. Per quanto mi riguarda, mi fidavo del cda che sovrintendeva la società partecipata. Nel momento in cui mi sono reso conto che le cose andavano diversamente da quanto si diceva, sono stato il primo a intervenire”

“Cinque anni fa – continua Vita – fui io a presentare le denunce alla Corte dei Conti e alla Procura; io a rimuovere l’ex amministratore delegato e, sempre io, a cacciare le persone non desiderabili dall’azienda”. Queste le parole con cui Vita difende il suo operato. Da vittima, infatti, l’ex sindaco pare essersi trasformato in carnefice e le denunce presentate gli sono tornate indietro come un boomerang. “Spero che durante il processo venga ristabilita la verità – continua l’ex sindaco – e si dica chiaramente che gli ammanchi sono stati recuperati grazie a me”.

Vita, infatti, a novembre dovrà rispondere davanti alla Corte dei Conti di un presunto danno erariale pari a 1,2 milioni di euro. Cifra che lo stesso Vita non reputa corretta. “Innanzitutto il deficit non era di 1 milione e 200 mila euro, interamente coperto dalla vendita delle quote di minoranza, da noi decisa. Quote che, secondo una perizia della Procura di Viterbo, ammontano a 1,5 milioni di euro. A questo proposito, poi, l’attuale sindaco dovrebbe spiegare perché dopo 17 mesi non ha ancora dato seguito a quell’atto. Anche i soldi della Mercedes sono stati recuperati all’attivo patrimoniale della Pharmanepi, con le ipoteche sugli immobili di Servi (l’ex Ad della partecipata), che – vuole precisare Vita, non è stato per nulla scagionato come si diceva nei giorni scorsi, ma è stato rinviato a giudizio sia in sede civile che penale”.

“Sono stufo di questo tritacarne mediatico – conclude Vita – come se fossi il responsabile di tutto questo. Io sono quello che l’ha scovato e risolto. Se il Comune non ha perso un euro è solo grazie al lavoro che ho fatto. La Corte dei Conti dovrebbe ringraziarmi, non citarmi in giudizio”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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