Peste suina, due nuovi sospetti cinghiali positivi nel parco dell'Insugherata
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ROMA - Nell'area di Roma, "sono state trovate 14 carcasse" di cinghiali morti "spero non al di là del Grande raccordo anulare - perché semplificherebbe le attività - e "spero negative" al virus della peste suina. Lo ha detto il commissario straordinario per la peste suina, Angelo Ferrari.

ROMA – Altri due casi sospetti di peste suina a Roma nella stessa area del caso zero, cioè una zona del parco dell’Insugherata. Lo rende noto l’assessorato alla Sanità della Regione Lazio. “Da primi riscontri su analisi dei prelievi effettuati sui cinghiali emergono con alta probabilità altri due casi di positività su 16 campioni prelevati – precisa l’assessorato – i casi sono riferiti alla stessa area del caso 0. I campioni verranno inviati all’Istituto zooprofilattico di Perugia per la definitiva conferma”.

Nell’area di Roma, “sono state trovate 14 carcasse” di cinghiali morti “spero non al di là del Grande raccordo anulare – perché semplificherebbe le attività – e “spero negative” al virus della peste suina. Lo ha detto il commissario straordinario per la peste suina, Angelo Ferrari. E in merito all’origine della malattia i dati epidemiologici finora raccolti “depongono a favore di una origine diversa dai casi di Liguria e Piemonte”, con i quali non sembrerebbero legati, “come quella alimentare dovuta ai rifiuti”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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