Pesci morti per asfissia nel laghetto di Pratogiardino, LAV: "Tutti parlano di benessere animale ma sono parole vuote"
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"Anziché prevedere un sopralluogo per verificare la situazione e porre in essere quanto necessario per cercare di salvare i pesci ancora vivi, ci si è preoccupati innanzitutto di recuperare le carcasse".

VITERBO – “Apprendiamo con sconcerto quanto accaduto ai pesci presenti nel laghetto di Anna presso Pratogiardino, le immagini delle carpe decedute sono terrificanti. Solo domenica mattina Lav Viterbo veniva a conoscenza della presenza della Polizia Locale e degli operatori di Viterbo Ambiente presso il laghetto, fatto ancor più agghiacciante: anziché prevedere un sopralluogo per verificare la situazione e porre in essere quanto necessario per cercare di salvare i pesci ancora vivi, ci si è preoccupati innanzitutto di recuperare le carcasse. Il problema rilevato quindi non è stato la tragica morte per asfissia dei pesci, ma l’odore proveniente dai loro cadaveri.

Ricordiamo che fino allo scorso anno Pratogiardino era un luogo di vita, una zona di sosta persino per gli uccelli migratori. Ci chiediamo in cosa consista il benessere animale, che pare essere promosso in tutti i contesti compresi quelli amministrativi, ma che alla luce di questo tragico avvenimento si traduce in niente più che parole vuote.

Lav Viterbo ritiene che benessere animale sia cura e rispetto, per l’ambiente e per gli esseri viventi che lo attraversano, tutti con pari diritti e pari dignità. Auspichiamo che anche per gli amministratori di questa città queste parole possano assumere lo stesso significato in futuro, cosicché il sacrificio degli animali del laghetto di Anna non sia stato vano”. Così interviene con una nota LAV Viterbo.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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