Pescatori morti a largo di Montalto, non si trova la barca
foce_fiora_montalto_alto
800x120 (1)
MONTALTO - L'ipotesi che sembra prendere quota è quella di un tragico incidente tra la piccola imbarcazione dove si trovavano i due e un'altra imbarcazione, probabile un peschereccio.

MONTALTO – Indagini in corso sulla morte dei due pescatori Roberto D’Ascenzi ed Emiliano Brinchi. Sconvolte le comunità di Montalto e Capodimonte, dove risiedevano i due amici. 

La mattina del 20 marzo il ritrovamento del primo corpo al largo delle Murelle. Nel pomeriggio dello stesso giorno l’altro ritrovamento. Al momento l’unica cosa che pare certa è che i due fossero usciti la sera prima in barca per una battuta di pesca. 

L’ipotesi che sembra prendere quota è quella di un tragico incidente tra la piccola imbarcazione dove si trovavano i due e un’altra imbarcazione, probabile un peschereccio. Forse la barca dei due non aveva luci e non è stata vista dall’altra imbarcazione. Sta di fatto che del mezzo su cui viaggiavano in mare D’Ascenzi e Brinchi non si hanno tracce. Eppure l’area è stata abbondantemente battuta anche con gli elicotteri e il mancato ritrovamento potrebbe spiegarsi in un solo modo: l’affondamento. 

Inoltre i due erano notoriamente abili nuotatori. Diventa importante, a questo punto, l’esito delle autopsie che stabiliranno le ragioni della morte.  Continua incessante il lavoro della Procura di Civitavecchia e delle forze dell’ordine per fare chiarezza su quanto accaduto in mare quella notte. 

 

 

 

800x120 (1)
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 01
lafune_300 x 600
domenicale post
TdP_Inalazioni
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Onda
asvis 2
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
Foto Fisioterapy Center
aiac_banner_01
monastero interno