
PERSONA DELL’ANNO – Nell’anno in cui la presenza di Caffeina nel capoluogo della Tuscia è messa fortemente in discussione, di fronte a un’azione di piccolo cabotaggio di discredito nei confronti del suo demiurgo, abbiamo deciso di dare un segnale forte e sottolineare il valore di una figura come Filippo Rossi per Viterbo.
Rossi ha sicuramente fatto diversi sbagli. Spesso ci siamo trovati in disaccordo con lui. Non condividiamo alcune cose ma questo non può inquinare il nostro giudizio e non può spingerci a raccontare cose diverse da quella che leggiamo essere la realtà. Anche se qualcuno, mettendo in giro voci false, cerca di screditare anche noi e il nostro apprezzamento per le cose buone che Rossi ha fatto, non rinunceremo alla nostra libertà di giudizio.
Essere un giornale su un territorio significa avere un pensiero e significa avere forza e capacità di esprimerlo e rappresentarlo. E questo è sicuramente più forte delle chiacchiere da social o di quelle messe in circolo in qualche salotto sgangherato della città. Proprio queste chiacchiere, che ci vorrebbero vicino a Rossi, ci hanno spinto ancora di più a fare questa menzione speciale. La posizione che prendiamo è netta, così da poter essere arco di un argine a difesa di quello di buono che Rossi ha fatto e Caffeina rappresenta per Viterbo.
Non scrolleremo le spalle davanti alla prospettiva di perdere un villaggio di Natale capace di essere attrattivo per i turisti e non faremo spallucce di fronte all’idea di non avere più nel centro storico un festival letterario. Rossi con Caffeina ha dimostrato di avere visione. I suoi discorsi sulla città sono armati di cose preziose, fermenti necessari alla crescita e allo sviluppo. Non ascoltarli, cassare tutto nell’antipatia per l’uomo è cosa cretina.
Ci sono errori dentro la concretizzazione delle idee di Caffeina ma buttare l’acqua e il bambino è azione malata. In nome di cosa poi? Per fare spazio a chi? Rossi non era nella rosa dei dieci a Persona dell’Anno della Fune, quello che abbiamo visto in queste settimane ci ha fatto maturare l’intima convinzione che una presa di posizione sulla sua figura sia necessaria. Necessaria perché utile all’interesse della città, della crescita e del futuro.
Rossi è l’uomo che ha messo al mondo un festival di livello nazionale come Caffeina, che ha dato un Natale alla città di Viterbo e riaperto un teatro cadente oggi diventato un centro di speranza e cultura su via Cavour. Tanti viterbesi riconoscono l’importanza di questo lavoro. Sono la parte silenziosa della città, non certo gli urlatori da social. Sono quelli che amano Viterbo e quindi hanno capacità di discernere le cose per quello che sono e non appartengono alla categoria degli aguzzini che vorrebbero spartirsene le vesti a dadi.
Il 2019 è stato l’anno della demolizione a Viterbo di Filippo Rossi e di Caffeina. C’è chi soffia per aumentare le fiamme di questo incendio. Questa menzione speciale per dire che non si incendiano i sogni, non ci incendiano le prospettive, né i libri, né i teatri per il gusto di distruggere. Non si sgombera uno spazio per aprire le porte all’ignoto o peggio ancora a qualsiasi cosa che capita.


















