"Perso il 50% dei lavoratori nell'edilizia". Parla Turco della Cisl
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Ogni anno diminuiscono i lavori del settore dell’edilizia e la situazione, già drammatica, si è aggravata negli ultimi due anni. Lo dice il segretario della Filca Cisl del Lazio Nord Fabio Turco.

 

Ogni anno diminuiscono i lavori del settore dell’edilizia e la situazione, già drammatica, si è aggravata negli ultimi due anni. Lo dice il segretario della Filca Cisl del Lazio Nord Fabio Turco. “Il numero di lavoratori iscritti alla Cassa Edile di Viterbo si è più che dimezzato. A peggiorare ulteriormente le cose – ha dichiarato – e a destare maggiore preoccupazione, è la tendenza: anno dopo anno, il numero di posti di lavoro persi aumenta”.

 

Come hanno reagito le imprese di fronte a questa situazione?

“Molte chiudendo i battenti, purtroppo. Anche in questo caso parliamo di percentuali molto importanti, vicine al 50%. Nel 2008 le imprese registrate in cassa edile erano 1296, oggi ne sono rimaste appena 759 e la situazione si è ulteriormente aggravata negli ultimi due anni, periodo nel quale hanno chiuso la maggior parte delle imprese”.

 

Come invertire la tendenza?

“Prima di tutto credo che in una situazione di emergenza non è possibile continuare ad amministrare in modo ordinario. Servono vere politiche di contrasto e servono immediatamente. Le Amministrazioni hanno il dovere di mettere in campo forze per far ripartire il settore, l’unico che può rimettere in moto l’economia di questa provincia”.

 

Qualche esempio?

“Vediamo di buon occhio l’iniziativa del Comune di Viterbo in merito al rifacimento delle facciate del centro storico, una edilizia nuova, sempre se, l’obiettivo è affidare gli appalti a imprese regolari e che alla fine il progetto abbia anche come obiettivo un incremento dell’occupazione locale. Per questo motivo riteniamo utile un confronto diretto con l’amministrazione locale”.

 

Un altro tema è la Trasversale Orte – Civitavecchia??

“È superfluo ribadire che è una delle opere più strategiche di questo territorio, pertanto la politica faccia meno chiacchiere e porti a conclusione questa opera in tempi più brevi possibili”.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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