
VITERBO – “La decisione più difficile presa finora. Un’allerta antiterrorismo a due ore dal Trasporto e una valutazione necessaria da fare: scegliere tra il dolore della sospensione della festa e la sua conferma, in uno scenario complesso”. Così la sindaca Chiara Frontini racconta quanto è accaduto la notte del tre settembre.
Mentre la città attendeva la partenza, è stata la voce del capofacchino Luigi Aspromonte a comunicare che la Macchina sarebbe passata con le luci accese per ragioni di sicurezza. Evidente segno che c’era qualcosa di grosso. La prova ultima di una serie di segnali di anomalie in corso. Infatti al Boschetto erano assenti il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e il capofacchino Luigi Aspromonte, così come la sindaca Chiara Frontini. Indiscrezioni li davano come “convocati dal prefetto”.
“Abbiamo optato per fare il Trasporto, rafforzare le misure di sicurezza (luci accese e uomini e mezzi sul campo) e confidare che Rosina e la sua Macchina, sulle spalle dei Facchini, tornano sempre a casa – continua la sindaca -. E così è stato anche stavolta. Mi dispiace per alcuni cittadini che hanno partecipato al Trasporto con le luci accese, ma era la condizione minima necessaria per garantire il Trasporto: le abbiamo spente quando il quadro sicurezza era completo.
Come è noto, tutto è partito dall’arresto di due cittadini turchi alloggiati in un B&B sulla salita di S. Rosa, armati con armi plurioffensive. Diversi elementi portavano a pensare che potessero non essere gli unici in città e che avessero pianificato la minaccia. Uno scenario serio e da non sottovalutare.
Grazie alle forze dell’ordine, che hanno svolto un lavoro egregio, al Prefetto e al Questore che hanno condiviso con me la decisione di confermare il Trasporto dimostrando ancora una volta che il “tutti d’un sentimento” dovrebbe essere inserito come art. 1 dello statuto della Città di Viterbo. E grazie, grazie, grazie sempre al Sodalizio, al Presidente e al Capofacchino, che non hanno esitato un secondo nel dire “noi ci siamo, la Macchina passa”. I Facchini di S. Rosa, il nostro orgoglio. Buona S. Rosa a tutti noi, evviva Rosina”.

















