Pericolo processionarie in città, attenzione soprattutto a cani e bambini
processionarie 2
800x120 (1)
Segnalazioni da diverse parti della città chiamano in causa il sindaco Leonardo Michelini per assicurare un pronto intervento a risoluzione del problema delle processionarie. Sono state avvistate anche nel giardino del Comune.

Incubo processionarie nel capoluogo della Tuscia. Diversi gli avvistamenti e le segnalazioni dei caratteristici nidi filamentosi sopra ai pini. L’ultima in ordine cronologico viene da Roberto Talotta di Fondazione che lancia l’allarme per l’avvistamento all’angolo di viale Trento vicino al servizio veterinario della Asl.

Fondazione chiede al sindaco Leonardo Michelini di conoscere i provvedimenti di competenza del Comune per circoscrivere ed eliminare la presenza delle ”processionarie”, dal momento che solo personale preparato e attrezzato adeguatamente può intervenire al riguardo, data la pericolosità del parassita che, è bene ricordarlo, con le sue setole urticanti, può provocare nei malcapitati, nei casi più gravi, shock anafilattico, dermatiti, danno agli occhi e altre serie alterazioni fisiche.

Ma viale Trento non è l’unico luogo dove questo pericolosa larva è stata avvistata. Segnalazioni sono arrivate nelle scorse settimane anche dai giardini pubblici del Carmine e da alcune scuole, almeno in quest’ultimo caso gli istituti scolastici hanno provveduto a trovare soluzione. Alcune processionarie sono state avvistate anche nel giardinetto di Palazzo dei Priori.

Rappresentano un pericolo molto serie, specie per i bambini e gli animali ma anche per adulti con predisposizioni allergiche. In rari casi il contatto potrebbe provocare addirittura la morte.

 

Cosa sono le processionarie

Allo stadio adulto sono delle falene (simili quindi alle farfalle), di colore grigio- marroncino. Questo lepidottero depone le uova sui pini. I “nidi” delle processionarie sui pini possono essere identificati facilmente: sono dei grossi bozzoli filamentosi, tipo delle grandi palle bianche-grigiastre, in genere si trovano negli snodi dei rami, all’attaccatura.

Quest’insetto è pericoloso allo stadio di larva o bruco. I bruchi, volgarmente conosciuti anche con il nome di “gatte pelose”, si spostano in fila indiana, camminando in processione uno dietro all’altro: da qui il nome di “processionarie”. Sono di colore rosso-bruno, col corpo peloso.

Questi bruchi, oltre ad essere dannosi per il pino stesso, perché si cibano delle foglie, infestando e defogliando la pianta, sono enormente urticanti per persone ed animali.

Ecco cosa accade venendoci a contatto

In caso di contatto con la pelle

Apparizione in seguito al contatto di una dolorosa eruzione cutanea con forte prurito. La reazione cutanea ha luogo sì sulle parti della pelle non coperte, ma anche sul resto del corpo: il sudore, lo sfregamento dei vestiti facilitano la dispersione dei peli, causando spesso l’insorgere di un eritema pruriginoso.

In caso di contatto con gli occhi

Rapido sviluppo di congiuntivite (con rossore e dolore agli occhi). Se un pelo urticante arriva in profondità del tessuto oculare, si verificano gravi reazioni infiammatorie e, in rari casi, la progressione a cecità.

In caso di inalazione
I peli urticanti irritano le vie respiratorie. Tale irritazione si manifesta con starnuti, mal di gola, difficoltà nella deglutizione e, eventualmente, difficoltà respiratoria provocata da un broncospasmo (restringimento delle vie respiratorie come si verifica per l’asma).

In caso di ingestione

Infiammazione delle mucose della bocca e dell’intestino accompagnata da sintomi quali salivazione, vomito, dolore addominale.

lafune_800 x 120
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
monastero interno
Masicar300x300-optimize
POST FB 02
asvis 2
TdP_Inalazioni
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Fune 300x300