
Alberi di mimosa già fioriti da settimane, manifesti gialli, immagini di donne celebri che viaggiano in rete. Torna l’8 Marzo e si torna a festeggiare tutte le donne: piccole, grandi, anziane e piccolissime. Donne che ogni giorno portano i figli a scuola, vanno in ufficio, in fabbrica, si mettono davanti al pc in cerca di lavoro, donne che fanno cose grandi, si presentano davanti ai “grandi del mondo” con solo la forza del loro pensiero, donne che scendono in politica e ci mettono la faccia.
Sono queste le donne che oggi vogliamo festeggiare. Tutte, indistintamente.
Perché festeggiare l’8 Marzo? Perché la storia non dimentica e raccontare vuol dire testimoniare, rendere partecipi. Non solo la storia tragica delle operaie morte in un incendio in una fabbrica a New York nel 1908, ma anche tutte quelle donne che non hanno avuto voce e sono state violate per mano di un fidanzato geloso, di un padre assente, di una società che a volte addossa la colpa a chi vuole sentirsi bella indossando una minigonna o un trucco un po’ di più audace.
In un momento storico dove si sente troppo parlare di femminicidio, riscoprire il vero valore della festa della donna vuol dire ripercorrere le tappe di un processo che ha portato a conquiste grandi dove le donne sono le assolute protagoniste. Non importa se dentro una navicella spaziale, in una sala parto a dare inizio all’avventura della vita o dietro una scrivania, tutte insieme, tutte unite.
La Fune celebra le donne con la rubrica “Fiocco Rosa” e con esse celebra la normalità di essere donna. Insegnanti, mamme, ostetriche, psicologhe e tanto altro per sottolineare il fatto che tutti possono essere ciò che vogliono e possono sognare fortissimo per diventarlo.
“Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai”, scriveva Oriana Fallaci. E’ così, che dir si voglia. E’ così per tutte le volte che ad un colloquio di lavoro si chiede se si ha l’intenzione di mettere su famiglia come se questo fosse un crimine, è così quando un no è la miccia che apre le porte all’aggressività più nera, è così quando in rete gli insulti diventano gratuiti. Non dobbiamo essere forti per forza, lasciamo che la fragilità diventi un pregio e non un difetto da nascondere.
Non cercate di comprenderci. Non ci riuscireste, ma provate ad amarci, a rispettarci. Ogni giorno, tutti i giorni.
Buona festa della donna a tutte voi


















