“Perché il comune di Sutri non interviene sulla Via Francigena?”
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SUTRI - Pietro Labate (Tuscia pro natura) incalza l'amministrazione.

SUTRI – Esattamente un mese fa il sottoscritto ha evidenziato le disastrose condizioni della via Francigena tra Capranica e Sutri.

In seguito a un colloquio col vicesindaco di Sutri Casini, venivo rassicurato sul “repentino” intervento del comune per quanto riguardava la sistemazione della Via Francigena.

Oggi 9 giugno, insieme ad alcuni soci di Tuscia pro natura verificavamo la parziale messa in sicurezza della via lungo il Ruscello Tinozzà.

Nello specifico, nel tratto ricadente il comune di Capranica la percorrenza era agevole, ma appena superato il fatiscente ponticello che sconfinava ne territorio di Sutri la situazione era immutata.

Nel percorrere il tratto abbiamo incontrato numerosi pellegrini provenienti per lo più da altri paesi che hanno confermato che nel tratto sutrino, dopo aver percorso oltre 16/18 chilometri erano costretti a togliersi lo zaino per poter passare sotto gli alberi abbattuti dal maltempo dello scorso ottobre.

Ora, visto che la Via Francigena è un itinerario europeo di rilevanza, visto che centinaia di pellegrini la percorrono, visto la contiguità col parco regionale dell’Antichissima città di Sutri che conduce alla città, chiediamo per quale oscuro motivo il comune di Sutri non “vuole” intervenire per facilitare la percorrenza della via Francigena ai pellegrini.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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