"Perché il Comune di Orte ha acquistato 30 finti autovelox?". Il fatto finisce su 'Le Iene'
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Orte si aggiudica il titolo di città più sicura d'Italia. Peccato che i toni siano sarcastici e che il titolo sia stato affibiato da Le Iene di Italia Uno, giunte nella Tuscia per parlare di autovelox finti.
Le Iene a Orte

La domanda è: “perché il Comune di Orte ha acquistato 30 autovelox finti?”.

 

A farsela sono state Le Iene di Mediaset che hanno individuato nella ridente cittadina della Tuscia la più alta concentrazione d’Italia di Velo Ok. Di cosa si tratta? Di “bussolotti” in plastica che all’interno dovrebbero contenere degli autovelox, ma di fatto sono sempre vuoti.

 

Le Iene hanno ricostruito il caso di queste colonne arancioni perennemente vuote. Hanno scoperto che il codice della strada non li prevede e il Ministero dei Trasporti lo ha confermato a un’associazione dei consumatori. Di fatto risultano non previsti dal nuovo codice della strada. Sapete quanto costano? 3mila euro all’uno. Il Comune di Orte ha speso 86mila euro circa in questa operazione.

 

GUARDA IL SERVIZIO DE LE IENE SUI FINTI AUTOVELOX

 

Ma i giornalisti della nota trasmissione televisiva non si sono fermati qui. Hanno chiesto a un’azienda che produce strutture in plastica un preventivo per 30 strutture identiche ai Velo Ok. Gli hanno chiesto 5300euro totali, comprensivi di Iva.

 

Scatta altra domanda: perché se a comprarli è un privato costano 170 euro all’uno e se invece li compra un Comune, con i soldi dei cittadini, il costo sale a 3mila a pezzo?

 

Le Iene hanno raggiunto il sindaco di Orte, Dino Primieri, per chiedere lumi. In Comune non l’hanno trovato ma alla fine l’hanno beccato in paese.   Per il primo cittadino l’operazione è servita per fare prevenzione sulle strade. Quando gli viene fatto notare che uno di questi Velo Ok è stato addirittura istallato a diversi metri da terra, cosa che lo rende inutile ancora di più, lui ha scaricato sui tecnici la decisione. Visto mai passasse un aereo a Orte …  magari rallenterebbe …    

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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