Perazzini (Viterbo2020): "Fratelli d'Italia abbandona il quartiere Carmine"
Foto Melania Perazzini
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VITERBO - L’assenza di una parte della minoranza, in particolare del gruppo di Fratelli d’Italia, della Lega e della consigliera Luisa Ciambella, al consiglio comunale straordinario convocato per discutere del dimensionamento dell’Istituto Comprensivo Carmine, rappresenta un fatto grave e inaccettabile.

VITERBO – “Fratelli d’Italia abbandona il quartiere Carmine, grave l’assenza al consiglio straordinario sul dimensionamento scolastico”. Così è intervenuta con una nota stampa la capogruppo di Viterbo2020 Melania Perazzini.

“L’assenza di una parte della minoranza, in particolare del gruppo di Fratelli d’Italia, della Lega e della consigliera Luisa Ciambella, al consiglio comunale straordinario convocato per discutere del dimensionamento dell’Istituto Comprensivo Carmine, rappresenta un fatto grave e inaccettabile – continua la capogruppo del patto civico -.

La Regione Lazio ha imposto un piano di dimensionamento scolastico che incide profondamente sul futuro dell’istruzione a Viterbo, e il minimo che ci si poteva aspettare da chi siede in consiglio comunale era la presenza e la partecipazione attiva a un dibattito cruciale per la nostra comunità. Invece, chi oggi governa a livello nazionale e regionale ha scelto di voltare le spalle ai cittadini, ignorando le istanze di un quartiere che merita rispetto e attenzione.

Ma ancora più grave è stata l’assenza dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia eletti nel nostro territorio, che avrebbero dovuto difendere Viterbo e rappresentarlo nelle sedi opportune, e che invece si nascondono, evitando il confronto e lasciando la città senza risposte.

Fratelli d’Italia e Lega, che a parole si professano vicini ai territori, nei fatti dimostrano il contrario: con la loro assenza hanno abbandonato il Carmine e le famiglie che vi abitano. È un atteggiamento che non possiamo tollerare. Chi si sottrae al confronto dimostra di non avere a cuore il bene comune e di non essere all’altezza del ruolo istituzionale che ricopre.”

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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