"Per ridare dignità a Prato Giardino serve un milione di euro"
Pratogiardino
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"Per riportare a uno stato dignitoso Prato Giardino c'è bisogno di un investimento pari a un milione di euro". Lo rivela il nuovo assessore al Verde Enrico Maria Contardo. Fresco di nomina si è messo al lavoro e sta verificando sul posto e tra le carte lo stato delle cose avute in eredità.

“Per riportare a uno stato dignitoso Prato Giardino c’è bisogno di un investimento pari a un milione di euro”. Lo rivela il nuovo assessore al Verde Enrico Maria Contardo. Fresco di nomina si è messo al lavoro e sta verificando sul posto e tra le carte lo stato delle cose avute in eredità.

La cifra è in belle mostra all’interno di un progetto commissionato dall’amministrazione Michelini a un professionista. “Prima dell’amministrazione di centrosinistra il Comune di Viterbo spendeva 100mila euro all’anno per la manutenzione del principale parco cittadino – spiega Contardo -. Michelini ha speso zero, risparmiando 500mila euro nel quinquennio di sua amministrazione. Un risparmio che però oggi rischia di costarci caro. Anche perché si è arrivati al punto che nel 2016 si è rotto l’impianto di irrigazione e nessuno ha provveduto a ripararlo”.

Risultato un paio di alberi giù secchi e altri messi non proprio bene. “Ho dato incarico di acquistare una pompa nuova e risolvere la problematica. Per tamponare l’emergenza ho fatto acquistare due cisterne da mille litri e in questi giorni i nostri operai provvederanno”.

Su Prato Giardino è necessario però cambiare musica e aprire un nuovo capitolo.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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