Per non dimenticare - Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute (guarda il video)
Paolini
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'Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute'. Uno spettacolo che ti spezza il fiato, andato in onda in prima serata su La7 l'opera teatrale di Marco Paolini. Correva il 26 gennaio del 2011. Un'iniziativa per commemorare la Shoah, la Giornata della Memoria.

‘Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute’. Uno spettacolo che ti spezza il fiato, andato in onda in prima serata su La7 l’opera teatrale di Marco Paolini. Correva il 26 gennaio del 2011. Un’iniziativa per commemorare la Shoah, la Giornata della Memoria. La Fune vi consiglia la visione.

In diretta dall’ex-ospedale psichiatrico “Paolo Pini” di Milano, l’evento ha fatto il boom di ascolti: è stato seguito da ben 1.709.000 telespettatori, con uno share del 6,44%.
In Ausmerzen (parola tedesca per “sradicare, estirpare”), Marco Paolini racconta l’epurazione di disabili e malati di mente praticata dal regime nazista. E quale location migliore, per un simile racconto, se non l’ex struttura manicomiale italiana?

Lo spettacolo, andato in onda senza interruzioni pubblicitarie, è frutto di due anni di ricerche, di incontri con testimoni e specialisti, una narrazione cruda e razionale degli eventi.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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