"Per le ex Terme Inps serve una cooperativa di gestione"
IMG_1175
lafune_800 x 120
Stamattina il funerale delle sorgenti Gigliola e Uliveto fra manifesti funebri, campane e lutto e proposte per far risorgere il termalismo viterbese

Si è svolto stamattina il funerale delle sorgenti Gigliola e Uliveto, organizzato da Solidarietà Cittadina, Piazza Democratica ed ex lavoratori della Terme Inps. Un sit in di protesta di fronte alla struttura di via Bagni, che venne chiusa esattamente 23 anni fa, nel 1993. Cartelli funebri e di protesta per ricordare la scomparsa delle Terme e per sensibilizzare ancora una volta l’opinione pubblica su questo tema.

Una protesta che arriva a pochi giorni dall’annuncio dell’amministrazione comunale di un progetto da 10 milioni di euro per il rilancio della struttura. A molti la cosa è sembrata essere un semplice spot elettorale, in vista della profonda crisi in cui versa la maggioranza. Ora le associazioni chiedono trasparenza su questo progetto, esattamente come l’avevano chiesta negli anni passati. “Per anni ci hanno detto che nessuno era interessato alla struttura, ora invece pare che qualcuno ci sia. Sarà vero? Perché tutta questa segretezza?” dicono i presenti al sit in.

Intanto le associazioni presenti annunciano la nascita del Comitato Termalismo Viterbese: un contenitore trasversale alla politica che abbia come unico scopo la rinascita e lo sviluppo del termalismo della Tuscia. Ma le iniziative non finiscono qui. L’idea di Solidarietà Cittadina, Piazza Democratica ed ex lavoratori delle terme, infatti, è la costituzione di una cooperativa per la gestione della struttura termale. Gli interrogativi sul project financing annunciato da Michelini e Delli Iaconi continuano, mentre si fa strada la richiesta di indire al più presto un bando.

Mentre si discute, infatti, il tempo passa e i viterbesi dimenticano quello che hanno perso. Una struttura che potrebbe essere all’avanguardia nel mondo del termalismo, sette ettari di terreno pubblico, ma soprattutto decine di posti di lavoro. Dal sit in, infatti, si alza la richiesta di poter entrare all’interno della struttura insieme ai giornalisti, per poter documentare quello che Viterbo ha abbandonato oltre vent’anni fa. Una ricchezza senza pari lasciata a marcire.

Masicar800x120-optimize
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
domenicale post
Jeep_Compass_apex_300x300_200
POST FB 01
Onda
Masicar300x300-optimize
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
TdP_Inalazioni
monastero interno
lafune_300 x 600
aiac_banner_01