Per la festa dei 20 anni di Juppiter Sport 'Pinocchio alla Rovescia'
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CAPRANICA - Uno spettacolo che vedrà protagonisti più di 300 tra bambini e ragazzi dai 3 ai 20 anni.

CAPRANICA – Juppiter Sport, la realtà nata dai ragazzi dell’Associazione Juppiter per occuparsi di educazione attraverso lo sport, festeggia i suoi primi 20 anni con un evento straordinario: “Pinocchio alla rovescia”, uno spettacolo che vedrà protagonisti più di 300 tra bambini e ragazzi dai 3 ai 20 anni.

L’appuntamento è per venerdì 22 novembre alle ore 21.00 e sabato 23 novembre alle ore 17.30,
presso il palazzetto dello sport Capranica “Filiberto Puccica”.

Lo spettacolo, un vero e proprio musical ispirato alla celebre storia di Pinocchio, racconta un
percorso universale, letto al contrario; se la storia di Pinocchio è la storia di un adolescente, dentro troviamo le amicizie, le avventure, gli errori, ma anche la profonda verità che sono i figli a salvare i genitori, proprio come Pinocchio salva Geppetto. Un messaggio potente per i ragazzi e per le loro famiglie, che si intreccia al tema centrale dell’evento: educare attraverso il movimento, il gioco, lo sport, principi cardine della filosofia di Juppiter Sport.

Attraverso il corpo, insieme alla musica, i giovani protagonisti porteranno in scena una storia di trasformazione, dove l’impegno personale e la relazione con gli altri possono fare la differenza.

Sabato 23 novembre, a coronare la due giorni di festa, sarà consegnato il Premio Nazionale “Educare Giocando” a Mario Pescante, figura storica del mondo dello sport, attuale membro CIO e già presidente del CONI.

Da vent’anni, Juppiter Sport non è solo attività sportiva, ma una comunità di educatori e giovani che mette al centro i ragazzi, accompagnandoli in esperienze uniche, grandi avventure che li aiutano a crescere.

Ne è esempio la carovana estiva che ha portato un gruppo di adolescenti, insieme a cinque ragazzi diversamente abili, fino a Capo Nord, in un viaggio di inclusione, scoperta e amicizia di cui hanno parlato tutti i telegiornali nazionali.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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