
Il referendum sull’acqua pubblica, richiesto da 3352 cittadini, potrebbe saltare a causa della crisi politica. L’immobilismo al quale è stato condannato il comune di Viterbo da ormai 60 giorni ha paralizzato l’ente comunale. Una crisi che travolge tutto e tutti e che rischia di spazzare via le oltre tremila firme raccolte dal Comitato “Non ce la beviamo” per l’acqua pubblica per poter organizzare un referendum comunale. Un referendum che dovrebbe essere convocato dal sindaco Michelini entro il 28 febbraio, non prima di un pronunciamento della 1^ Commissione consigliare.
Un pronunciamento però che non è arrivato e che non arriverà visto che la Commissione è bloccata e giusto lunedì scorso è saltata a causa dell’impossibilità di eleggere il nuovo presidente dopo le dimissioni di Melissa Mongiardo. Il vice Elpidio Micci ha già riconvocato l’assemblea per lunedì prossimo, ma il risultato della convocazione sembra già scritto: un nuovo buco nell’acqua? E dunque?
E dunque a esprimersi potrebbe essere direttamente il Consiglio comunale il prossimo 26 febbraio. Lo stesso giorno in cui si dovrà decidere del futuro della gestione del Mattatoio. Qualora Michelini invece dovesse cadere per mano del Consiglio ad esprimersi sarà il Commissario?


















