Per concedere piazza San Lorenzo, il Comune aspetta l'assenso della Diocesi di Viterbo
duomo
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Che cosa significa che la Giunta delibera “di mettere a disposizione […] gli spazi da destinare alle attrezzature ed installazioni necessarie presso Piazza S. Lorenzo (previo assenso della Diocesi Vescovile)”?

Per concedere piazza San Lorenzo per iniziative private, il Comune aspetta l’assenso della Diocesi di Viterbo? Così pare. Che le amministrazioni comunali prima di concedere il suolo e spazi pubblici della piazza di fronte al Duomo, facessero una telefonata di cortesia al Vescovo o ai suoi uffici per comunicarlo, era cosa nota. Una formalità per mantenere rapporti di buon vicinato tra l’ente cittadino e una delle più importanti, se non la più importante, istituzione presente sul territorio viterbese.

Leggendo la delibera di Giunta n.366, che ha come oggetto l’approvazione del programma del Christmas Village di Caffeina, sembra ci sia qualcosa di più. Nero su bianco, il Comune di Viterbo infatti lega la concessione di piazza san Lorenzo all’assenso della Diocesi Vescovile.

Nonostante la piazza sia pubblica, dunque, la Diocesi Vescovile potrebbe dire no? Che cosa significa che la Giunta delibera “di mettere a disposizione […] gli spazi da destinare alle attrezzature ed installazioni necessarie presso Piazza S. Lorenzo (previo assenso della Diocesi Vescovile)”? La piazza è di proprietà del Comune e passare dalla chiamata di cortesia alla richiesta di assenso, pare eccessivo. A meno che non sia tutto un equivoco dovuto alla fretta nella scrittura della delibera stessa.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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