"Per amore della P." by Viterbix
11.AMOR.DI.PATRIA..
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VITERBIX - Chi era anticasta, ora foraggia la vecchia Casta per non perdere il Potere, chi era contro l'Inciucio ora Inciucia con chiunque per la Patria.

VITERBIX – Il Parlamento Italiano è caratterizzato dall’amore per la P, in questo momento particolare i costruttori (benedetti anche dalla CEI ) dicono di essere attaccati alla Patria e di sacrificarsi per essa e dare sostegno a un eventuale Governo Conter ter.

Quell’Amor di Patria che spesso non è rivolto a rappresentare i cittadini sollecitando e sostenendo provvedimenti e interventi equi, opportuni, adeguati e sufficienti a garantire una vita dignitosa a milioni di cittadini, ma è quell’Amor di Patria che esce con forza e vigore ogni volta che c’è da salvare un Governo ed evitare di perdere la Poltrona.

Anzi può essere l’occasione per avere una Poltrona più prestigiosa e ben remunerata. Quindi l’Amor non diventa più della Patria , ma della Poltrona e i costruttori stanno costruendo una catasta di Poltrone utili al sostegno alla loro permanenza , privilegi compresi, nel Parlamento Italiano.

Chi era anticasta, ora foraggia la vecchia Casta per non perdere il Potere, chi era contro l’Inciucio ora Inciucia con chiunque per la Patria.
La odiata e vecchia Casta che cerca di costruire una catasta di voti e Poltrone per Amore della P. Povera PATRIA … illusa e tradita

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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