
“Solo nel Viterbese sono circa 1500 le persone penalizzate dalla riforma Fornero, concentrate soprattutto nel settore industriale (ceramiche in primis)”. E’ quanto fa sapere in una nota la Cgil di Viterbo, pronta a dare battaglia per le pensioni dei lavoratori. “Si tratta di coloro che avevano raggiunto l’età pensionabile con la precedente normativa o che ci sarebbero arrivati usufruendo degli ammortizzatori sociali ma che, con l’aumento dell’età pensionabile, si sono ritrovati senza lavoro e senza assegno pensionistico”.
Proprio in merito a questo argomento, infatti, le sigle di Cgil, Cisl e Uil scenderanno in campo: lunedì 12 ottobre dalle 10 alle 12 con un presidio in piazza del Comune. I segretari, rispettivamente Miranda Perinelli, Rosita Pelecca e Giancarlo Turchetti, hanno anche chiesto un incontro al prefetto Rita Piermatti.
Ma i motivi della protesta non si fermano ai soli esodati. “Alla vigilia della discussione in Parlamento della legge di Stabilità 2016 – dicono dai sindacati – i sindacati manifestano per chiedere profonde modifiche alla legge Fornero che ritengono ingiusta e dannosa, visti i disagi incalcolabili provocati ai lavoratori. Con gli attuali parametri, i lavoratori dovranno arrivare a 67 anni come requisito per il pensionamento. Ma non tutti ce la faranno a raggiungere quel parametro rimanendo al lavoro: gli impieghi usuranti non consentono di essere svolti fino a quell’età e così molti si troveranno senza stipendio e senza pensione”.
“La legge Fornero – continua la Cgil – ha danneggiato anche i giovani. Bloccando il turn- over, le nuove generazioni non hanno possibilità di entrare nel mondo del lavoro in modo stabile. Il risultato? Per loro resta, quando c’è, il lavoro precario, sottopagato e sfruttato in alternativa alla disoccupazione. Poi, il loro è un futuro da pensionati a 70 anni e soprattutto poveri”.
Resta da risolvere, quindi, il nodo dei lavoratori esodati per i quali non sono state ancora applicate le norme di salvaguardia che almeno rappresentano un paracadute verso la pensione. “Chiediamo – affermano Perinelli, Pelecca e Turchetti – una previdenza solidale con chi va in pensione e che tenga conto del futuro delle nuove generazioni. Vogliamo dire al Governo che i risparmi fatti con la legge Fornero sono copiosi e quindi una parte deve ritornare per essere investita sul lavoro: parliamo di 80 miliardi da qui al 2022 e di 350 miliardi fino al 2060”.
Quella di lunedì è solo la prima iniziativa che Cgil, Cisl e Uil organizzeranno sul territorio sotto forma di presidio. “Se il governo rimarrà irremovibile sulle pesanti penalizzazioni previste per l’uscita dal lavoro in modo flessibile – concludono – ci faremo sentire con ancora più forza”.


















