"Pensione minima da equiparare almeno al reddito di cittadinanza". Senior per Sempre (Coldiretti) scrive al presidente Zingaretti
vannino cappelloni
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VITERBO - “Senior per Sempre è un’associazione molto dinamica sul territorio viterbese – afferma Elvino Pasquali, Direttore Coldiretti Viterbo – ed è fondamentale sostenerla e mantenerla viva, non solo per le ottime iniziative che propone da sempre ma per l’insostituibile bagaglio di storia, cultura e tradizione contadina che i suoi soci apportano alle nuove generazioni ed in Coldiretti”.

VITERBO – Senior per Sempre, l’associazione dei pensionati di Coldiretti Viterbo propone un bonus per le pensioni minime. La proposta nasce per volontà di Vannino Cappelloni, Presidente Senior per Sempre provinciale e regionale: “Il Covid-19 ha colpito duramente le fasce sociali più deboli – afferma Cappelloni – l’emergenza sanitaria ha comportato tali disagi economici da ridurre ulteriormente il potere d’acquisto delle persone più in difficoltà titolari di pensione minima.  I disagi affrontati nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno non
possono essere sottovalutati”.

La richiesta prevede l’erogazione di un bonus che equipari le pensioni minime almeno al Reddito di cittadinanza per i quattro mesi di lockdown appena trascorsi. Mesi di grande difficoltà sociale ed economica affrontate dal nostro Paese. La lettera inviata al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e all’Assessore per le Politiche sociali, Alessandra Troncarelli, vede la firma della Presidenza Regionale di Coldiretti Lazio, David Granieri.

“L’ azione svolta dalla nostra associazione – continua Cappelloni – punta ad un sostegno concreto per la fascia sociale che rappresentiamo. L’ iniziativa è stata accolta con grande
entusiasmo durante l’ultimo Consiglio Nazionale, tanto che, anche gli altri colleghi e collaboratori hanno
messo in pista proposte similari per le proprie Regioni”.

“Senior per Sempre è un’associazione molto dinamica sul territorio viterbese – afferma Elvino Pasquali, Direttore Coldiretti Viterbo – ed è fondamentale sostenerla e mantenerla viva, non solo per le ottime iniziative che propone da sempre ma per l’insostituibile bagaglio di storia, cultura e tradizione contadina che i suoi soci apportano alle nuove generazioni ed in Coldiretti”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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