Pensilina abbandonata di Valle Faul, caro sindaco Arena risponda a La Fune
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VITERBO - Nei giorni scorsi, esattamente sette giorni fa, l'artista Michele Villetti è intervenuto nel dibattito e ha candidato la sua The Art Republic alla gestione così da poter fare di un luogo inutile un polo culturale.

VITERBO – C’è uno spazio di proprietà del Comune di Viterbo, sistemato con i soldi del progetto Plus e lasciato nell’abbandono e nel degrado. Nei giorni scorsi, esattamente sette giorni fa, l’artista Michele Villetti è intervenuto nel dibattito e ha candidato la sua The Art Republic alla gestione così da poter fare di un luogo inutile un polo culturale.

Ha deciso di farlo con un intervento sul nostro giornale a cui speravamo di avere risposte. Invece tutto è passato in sordina e quindi abbiamo deciso di ritornarci. Chiediamo infatti al sindaco Arena di dare una risposta, anche perché riteniamo sia opportuno dare una vita alla pensilina di Valle Faul piuttosto che lasciarla a servizio del nulla.

Anche perché riteniamo che l’Europa e la Regione che hanno permesso la realizzazione di quel luogo sarebbero poco entusiaste nel sapere che i soldi investiti hanno fatto quella fine. Riportiamo l’intervento di Villetti: “Siamo pronti ad adottare la pensilina di Valle Faul e farne un polo culturale. 

In questi giorni è emersa la notizia di quella bellissima struttura, realizzata con i fondi del Progetto Plus, che si trova in uno stato di totale abbandono e si sta visibilmente deteriorando. Un vero peccato perché in realtà si tratta di un sito fantastico per ospitare un polo culturale. Come The Art Republic siamo pronti, se il Comune di Viterbo vorrà accordarcelo, a occuparsi della messa in utilizzo. Ci impegniamo a coinvolgere e rendere protagonisti i ragazzi del territorio in una vera e propria azione di rilancio dello spazio. Scegliamo di rivolverci a La Fune per portare la nostra disponibilità al sindaco Arena, se vorrà siamo pronti a un incontro e a ragionare al meglio su questa prospettiva che mi sono sentito di tracciare”.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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