Pensieri in Volo - Elezioni, Fusco, Allegrini, Camilli e Coppari
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Tra una nuvoletta e l'altra tornano i pensieri in volo di Lutor. Spunti di riflessione su quello che ci sta accadendo intorno.

di Lutor

 

L’altro giorno ho incontrato il mio amico Angelo (veramente non per caso in quanto mi aveva telefonato dicendomi che aveva piacere di prendere un caffè insieme), quell’amico che ha sempre da ridire qualcosa su ciò che scrivo e infatti, immancabilmente ha dato ampio sfogo a quanto pensava. Ha iniziato dicendomi che condivideva quanto avevo scritto nelle “Piccole Note” (vedi “lafune” del 1/6), ma che in pratica avevo fatto solo politica senza interessarmi di quanto avviene a Viterbo.

Andava bene parlare di elezioni e di votanti, poteva andare bene esprimere le critiche per i risultati in base a quello che era il proprio pensiero politico, ma occorreva affondare il dito nella piaga viterbese che si sta imputridendo ogni giorno di più. Era questo il motivo dell’invito per un caffè in quanto è suo convincimento che un sollecito in più a chi comanda possa essere di sprone a fare qualcosa di buono per la nostra città.

Prima di dire qualcosina su Viterbo, voglio ribadire quanto ho affermato nelle “Piccole Note”. Questo perché pur
essendo un discorso politico relativo alle elezioni europee, quanto dicevo era non solo una critica, ma anche un sollecito per tutti e interessante, quindi, anche per i viterbesi in generale.

Infatti se tutti prendessimo coscienza che occorre esprimere la nostra idea, che è solo da vigliacchi lasciare la scheda elettorale in bianco, che è da cafoni e trogloditi rendere le schede nulle con frasi di vario genere, forse, al di là del risultato, si potrebbe affermare che ha vinto la democrazia, che chi amministra a livelli europeo, nazionale, locale, è stato voluto dalla maggioranza del popolo tutto e non da un misero 52,49% che indica soltanto una cosa: hanno votato i fans, gli avicionados, i facinorosi, e proprio dal risultato si può dedurre che la maggioranza di questo 52,49% è alla ricerca dell’uomo forte nella speranza che possa risolvere i vari problemi.

Che poi si chiami Salvini o Di Maio non ha importanza, deve essere qualcuno che comanda un branco di pecoroni disposti a eseguire ordini di ogni genere, a togliere striscioni, a pestare la gente che porta magliette con scritte di libertà.

Un popolo bue che crede veramente nella riduzione delle tasse le quali, se saranno diminuite, verranno rimpiazzate con l’aumento dell’IVA al 24,2% con la conseguenza che le famiglie avranno una spesa media maggiore su gas, acqua, luce, cibo, vestiario, di oltre 500 euro l’anno e che di conseguenza andranno a compensare lo Stato per la riduzione delle tasse (se la faranno). In più ci sarà una maggiore evasione fiscale perché come siamo disposti oggi ad evitare di pagare il 22% lo saremo ancora di più dopo l’aumento.

Mi rendo conto che sono ritornato a parlare di politica, ma mi sembra un discorso ben più importante di quello su
Viterbo. Cosa si può dire della nostra città? Solo che fa schifo.

Tutti i giornali cartacei e online non fanno altro che sottolineare la situazione: erba a non finire, buche come crateri, droga, assenza di una valida politica termale, lavori fatti senza criterio, ecc. ecc. Che risultati ci sono? Solo politici, ricerca di poltrone, voglia di comandare e poco o niente di utile.

Vedi il comandante Fusco, pardon, il senatore Fusco. Dopo aver imposto ad Arena il suo volere, ha preso la decisione
d’azzerare gli organismi del suo partito commissariandolo. Con queste mosse cosa è entrato nelle tasche dei  viterbesi? Non sarebbe stato meglio se dal suo podio senatoriale si fosse dato da fare con l’ANAS per le buche sulla Cassia, per far tagliare, meglio falciare sempre sulla Cassia l’erba che ormai copre quasi tutti i guardrail arrivando in qualche punto ai segnali stradali?

Ma naturalmente deve pensare alle poltrone comunali per i suoi accoliti ed eccoci al rimpasto, all’entrata in Giunta di un uomo in più, alla nuova assegnazione di deleghe.

Intanto tutto va a catafascio e quelle poche cose che si fanno vengono fatte con criteri discutibili. Porto un esempio: via Chigi. Andava sistemata, questo fuori discussione, ma per transitare su via Chigi da dove si passa? Solo da via S. Antonio. L’assessora Allegrini l’ha mai fatta questa via? Si rende conto che via Chigi può essere percorsa da vetture con buoni ammortizzatori che hanno resistito all’impatto con i crateri di via S. Antonio?

Che dire della Cassia all’incrocio tra viale Diaz e strada Pietrare? Del quartiere Ellera tutto buche ed erba; di via Santa Maria in Gradi; di via di Porta Fiorita che ormai dovrebbe cambiare nome in via di Porta spigata? Ecc. ecc.

Inutile, comunque, ripetere queste cose già dette e ridette da tutti e che i nostri amministratori conoscono bene, ma
che volutamente ignorano. Nel passato mi sono espresso molte volte in maniera critica contro la vecchia  amministrazione definendola la peggiore tra tutte. Se con Arena continua così, Michelini e soci risalgono al penultimo posto.

Voglio finire qui con questa amministrazione limitandomi solo a tre piccole segnalazioni naturalmente scusandomi per la saccenteria. La prima rilevante anche e soprattutto ai fini turistici riguarda gli indicatori dei parcheggi disponibili tanto amati dall’ex assessore Ricci (quanto sono costati?). Ce ne fosse uno funzionante, tutte indicazioni fasulle e per la maggior parte ormai fisse; alle Fortezze c’è sempre un solo posto libero. Che aspetta l’assessora a farli sistemare o a toglierli del tutto?

La seconda essenziale ai fini della sicurezza stradale. Quando sarà presa la decisione di mettere un semaforo
funzionante (non solo giallo) tra viale Trieste e via Po? Terza più leggera, ma importante. Al quartiere Ellera esiste un ufficio postale che grazie anche all’orario giornaliero è frequentatissimo; a fianco ci sono un supermercato e un bar. Posti per invalidi uno. Non sarà il caso di aumentarli? 

La Viterbese è in vendita, Camilli non la vuole iscrivere al campionato. La situazione è veramente critica e gli sportivi
sono in fermento; non solo loro, ma anche chi come me non va allo stadio per motivi diversi, ma ha ancora il cuore
gialloblu, è in apprensione.

Qualche anno fa, quasi all’inizio dell’avventura camilliana con la nostra squadra, il cronista sportivo Cipolloni mi invitò a seguirlo a Grotte di Castro per un’intervista al patron Camilli. Andai volentieri ed ebbi subito l’impressione di trovarmi di fronte ad un uomo con un carattere molto forte e successivamente non ebbi mai l’impressione che dicesse il vero quando minacciava di lasciare Viterbo e gli detti ragione molte volte scrivendo nei miei articoli contro Michelini e soci per la mancata sistemazione del campo al Pilastro.

Oggi purtroppo, leggo troppo spesso da parte del presidentissimo affermazioni che mi lasciano perplesso e mi fanno
pensare che voglia veramente non iscrivere la squadra alla serie C. Capisco tutto: la voglia di difendere il figlio, la
delusione da parte del mondo sportivo, le trasferte onerose dello scorso campionato, l’assenza tuttora del campo al
Pilastro anche se ormai i lavori sono stati assegnati, la mancata vicinanza delle massime autorità locali, ma la carognata di non iscrivere al campionato di serie C la squadra, sarebbe troppo grande e vergognosa.

Caro Camilli, lascia pure la Viterbese in vendita ma fai quello che è tuo preciso dovere, iscrivila, hai tempo poi due mesi buoni per le eventuali trattative che salterebbero tutte senza l’iscrizione. Pensa poi che se non lo farai avrai non solo la mia disistima della quale ti potrà importare poco, ma avrai la maledizione di tutti gli sportivi viterbesi che ti hanno aiutato con tanta passione a vincere quella Coppa Italia di cui sei tanto fiero.

E chiudo dedicando l’ultimo pensiero a Vetralla. Anche qui le strade lasciano a desiderare specialmente i selci di via
Roma che fanno sobbalzare le macchine in qualsiasi punto. Vorrei però pregare il Sindaco Coppari di interessarsi alla
località Pian di S. Martino.

Nel passato sono state date i nomi alle varie vie, ma nessuna comunicazione ufficiale è stata fornita agli organi competenti per cui se si chiede al navigatore, ma anche a Google, ad esempio “via del Mandorlo” non la conosce e così le altre vie.

Se per un eventuale trasportatore può essere poco importante, la cosa diventa grave per un mezzo di soccorso che perde tempo per trovare l’indirizzo valido, addirittura potrebbe essere fatale. Signor Sindaco se succede a me, preghi che muoia altrimenti non mancheranno denunce per lei e l’intero comune; faccia qualcosa, anche perché è suo preciso dovere.

Ci sarebbero poi altre mancanze non meno importanti tipo illuminazione pubblica inesistente, cassonetti scarsi e mal
ridotti. Che dice Sindaco può interessarsi oppure vuole imitare il Sandrino che pur sollecitato non ha mai provveduto?

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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