
In questi giorni tutti i giornali cittadini hanno sottolineato il grande cinema andato in scena a Palazzo Gentili. Roba veramente forte, difficile definire il genere. Tragedia? Horror? Comico? Forse il più azzeccato è “commedia all’italiana”. Gli sviluppi della giornata appena trascorsa hanno dell’incredibile. Prima le indiscrezioni clamorose, subito dopo l’orario di pranzo, che raccontavano di un incontro tra i rappresentanti delle varie forze di maggioranza d’accordo nel chiedere a Meroi di rimangiarsi la giunta tecnica, annunciata appena ventiquattro ore prima alla stampa, per ritornare al passato. Per ritornare, in soldoni, alla precedente giunta a sette. Quella dalla quale si erano dimessi, ulteriori ventiquattro ore prima, gli assessori “meloniani” Piero Camilli e Federico Fracassini. Non si è mai capito se anche quelli Udc. Forse Andrea Danti, di sicuro non Franco Vita.
Una mossa quasi irreale, una richiesta veramente indecente. In politica è ammesso tutto ma non per questo bisogna essere disposti a digerire tutto. Per questo ci chiediamo come possa, il presidente Meroi, trovare il coraggio di fare questa piroetta e mandare avanti un’amministrazione coperta in questi giorni di ridicolo. La maggioranza ha avuto venti giorni di tempo per trovare una quadra e invece si è spinta oltre le colonne d’Ercole del 2 febbraio. Ha portato Meroi a giocarsi la carta della giunta tecnica, l’ha lasciato fare nel convocare la stampa per annunciarla, l’ha lasciato solo nel dare la lista dei quattro nominati. Meroi per andare avanti dovrebbe rimangiarsi tutto. Può un uomo politico, con lo sguardo ad Almirante e i quadri di Ezra Pound alle pareti della sala di presidenza di via Saffi, piegarsi a una simile condizione?
Nelle ultime ore un consigliere di minoranza, Bengasi Battisti, ha “sbottato” e si è dimesso. Non ce l’ha fatta a reggere il vomitevole spettacolo. Può Meroi, già sindaco e parlamentare e ora “disgraziato” presidente della Provincia, andare ancora avanti? “Pensavamo fosse politica e invece era un calesse”. Caro presidente Meroi, si dimetta.


















