Penny Wirton, il segretario del Pd cittadino Mancini tra gli insegnanti: "Questo vero luogo d'accoglienza"
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“Qui si va oltre l’aspetto didattico, il rapporto uno a uno ti permette di incontrare la persona non tanto come allievo ma come individuo. Il metodo Penny Wirton premia l’integrazione ed è la dimostrazione concreta che le culture si possono incontrare e parlare”, questo il commento di Mancini.

Alla Penny Wirton il segretario del Pd Viterbo Carlo Mancini. Ha voluto essere presente alla lezione di oggi pomeriggio, mettendosi in gioco nel ruolo di insegnante. Cresce il numero degli amici e sostenitori del progetto messo in piedi da Juppiter ed Exodus in stretta collaborazione con lo scrittore Mondadori Eraldo Affinati.

Mancini ha trascorso il pomeriggio con un ragazzo afghano. A ogni lezione aumenta il numero degli insegnanti volontari e delle persone che frequentano il corso di italiano.

“Qui si va oltre l’aspetto didattico, il rapporto uno a uno ti permette di incontrare la persona non tanto come allievo ma come individuo. Un bel luogo d’accoglienza. Il metodo Penny Wirton premia l’integrazione ed è la dimostrazione concreta che le culture si possono incontrare e parlare”, questo il commento di Mancini.

Una squadra affiatata di volontari accoglie ogni mercoledì pomeriggio cittadini di altre nazioni che hanno intenzione di imparare la lingua italiana. L’idea di aprire una sezione viterbese della Penny Wirton, è nata in seguito alla partecipazione di Affinati all’iniziativa ”I Caminetti – Apriamo strade impossibili”, realizzata lo scorso giugno. Un momento di incontro intenso dove lo scrittore ha raccontato a un grande pubblico di ragazzi la propria storia e l’esperienza di insegnamento della lingua italiana. Un modello nuovo, rispetto a quelli tradizionali.

La prima caratteristica è il rapporto uno a uno, un insegnante per uno studente. La scuola Penny Wirton è aperta a giovani e adulti, uomini e donne di ogni età. Non richiede iscrizione formale. Accoglie studenti lungo tutta la sua durata, in qualsiasi momento dell’anno.

Lavora per piccoli gruppi, grazie alla presenza di numerosi insegnanti volontari; la sua proposta formativa è organizzata senza classi e fondata sul contatto diretto, ”a tu per tu”, tra insegnanti e studenti. In questo modo può dedicarsi a diversi livelli, a seconda delle necessità di cui gli studenti sono portatori.

Spesso si parte da zero e si procede con cautela, senza fretta, con persone che non hanno mai frequentato una scuola in vita loro e sono appena approdati in questo nostro nuovo mondo linguistico: è emozionante vedere come imparano a riconoscere e a riprodurre prima i segni, poi le intere parole, e come riescono a comunicare le loro storie, le loro idee e le loro speranze. A volte, pur partendo da zero, si procede a ritmi accelerati: si tratta infatti di persone che, avendo già studiato nel paese d’origine, si orientano bene e sanno come utilizzare gli strumenti e le occasioni didattiche.

Arriva anche chi capisce già la nostra lingua, ma desidera leggerla, scriverla e soprattutto usarla con proprietà nel lavoro e nelle relazioni personali. Alla scuola Penny Wirton si impara a parlare e scrivere in lingua italiana per capire e farsi capire sempre più; a prendere confidenza e fare amicizia tra noi tutti; a conoscere i diritti e i doveri di chi vive in Italia; a capire un po’ meglio la cultura italiana e a raccontare la propria.  La Penny Wirton è aperta tutti i mercoledì dalle 15 alle 17 in via Cristofori 8 nel quartiere Pilastro.

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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